Attenzione
Alleanza Lucca-Massa «Mai con Prato e Pistoia»
Il presidente della provincia apuana Osvaldo Angeli non chiude all’accordo Unione per l’autonomia tra i due territori: «In caso di deroga la Regione ci pensi»
LUCCA. Prima di tutto bisognerà vedere se Massa Carrara rimarrà in Toscana. Perché a quanto pare alcuni Comuni posti al confine con la Liguria hanno intenzione di fare il grande salto per unirsi con La Spezia. «Ma si tratta di tre piccole amministrazioni – spiega il presidente della provincia apuana Osvaldo Angeli – Massa rimarrà Toscana, su questo non v’è ombra di dubbio». Ciò stabilito occorre vedere sotto quale bandiera andrà a giostrare la provincia massa-carrarina. Nel risiko che è attualmente in corso nel Granducato, infatti, al momento sembra regnare soprattutto la confusione.
I parametri per la riorganizzazione delle province fissati dal governo non consentono una soluzione che molti nel territorio lucchese, sembrano auspicare: ovvero l’unione dei due territori. Ipotesi che oltrettutto consentirebbe a Lucca di rimanere capoluogo. Per questo anche il presidente della provincia Stefano Baccelli è orientato su tale opzione. «Se ci fosse la possibilità non sarebbe una cattiva idea – risponde a distanza il collega Angeli – Lucca e Massa sono territori che confinano dall’Appennino fino al mare ed hanno interi settori produttivi (a partire dalla nautica, ndr) con gli stessi interessi».
I toni, dunque, sono diversi da quelli di un annetto fa, quando l’ipotesi di finire assoggettati alla città delle Mura non entusiasmava gli apuani: «All’epoca Massa rischiava di essere inglobata e perdere l’identità – spiega Angeli – Oggi invece si tratterebbe di far nascere un ente del tutto nuovo formato da entrambe le province. In ogni caso è prematuro parlarne dato che la Regione è orientata su altre ipotesi». Il disegno del governatore Rossi, infatti, prevede una riorganizzazione istituzionale del territorio che prevede la nascita di tre aree vaste. «Non sono sfavorevole – spiega Angeli – ma prima di parlare di dimensionamento bisogna discutere delle competenze che saranno assegnate ai nuovi enti. Sulla base di questo si potrà decidere chi sta con chi. L’unica cosa sicura è che siamo contrari all’ipotesi di far finire Massa sotto l’area vasta di Prato e Pistoia». Insomma, la situazione è più o meno la stessa di Lucca. Dove, se proprio si deve perdere l’autonomia allora meglio finire nell’area vasta costiera con Pisa e Livorno.
Intanto il presidente del gruppo Pdl in consiglio comunale attacca il sindaco Tambellini accusandolo di essersi appiattito sulle posizioni della Regione: «È necessario che sia il consiglio comunale a prendere una inequivocabile posizione affinché Lucca rimanga capoluogo».
«Credo che una Lucca capoluogo di una provincia con Massa o con Massa e Pistoia debba essere voluta con forza anche dagli amministratori e dalla forze politiche di tutta la Valle», sostiene in una nota è Patrizio Andreuccetti, segretario territoriale del Pd .
Interviene nel dibattito anche Vittorio Melecchi, rappresentante di Ascom, che contrasta «la linea liquidazionista che vorrebbe togliere a Lucca il rango di capoluogo di Provincia».
Anche Francesco Poggi, sindaco di Borgo a Mozzano e Andrea Bicocchi, coordinatore movimento “Impegno Comune” lanciano l’idea di una provincia delle montagne: «Non ci convince né la soluzione del presidente Rossi (Lucca con Pisa e Livorno), né la soluzione sostenuta dalla stragrande parte dei politici lucchesi (Lucca con Massa). Partendo dal testo del governo (Massa, Lucca, Pistoia e Prato) dobbiamo valutare con attenzione il raggio di azione che potrebbe avere l’aggregazione del nord di Massa con Lucca e Pistoia, facendo rifluire Prato nell’area metropolitana di Firenze: si tratterebbe di lavorare per la “provincia delle montagne”».
Gianni Parrini
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