Il Tirreno

Lucca

Tra Singapore e Londra i suoi gioielli

di Flavia Barsotti
Tra Singapore e Londra i suoi gioielli

In questi giorni tutto il mondo apprezza il Palabasket “smontabile” realizzato per le Olimpiadi

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «La passione per l’architettura nasce molto tempo fa. – spiega Christopher Wilkinson – quando avevo appena dodici anni. Mi sono da subito interessato alla qualità dell’ambiente e ai modi possibili per ottimizzarlo così da migliorare anche la qualità della vita stessa. Da allora, ho sempre concepito ogni nuovo progetto come una opportunità per fare qualcosa di speciale».

Il suo studio, il Wilkinson Eyre Architects in cui Christopher lavora con il socio, Jim Eyre conta centotrenta dipendenti e vanta progetti in tutto il mondo.

«I segreti del mio successo – spiega Christopher – sono la pazienza e un po’ di fortuna, conditi da duro lavoro e talento». E di successo, ne ha avuto davvero. Negli anni si è infatti occupato di svariate strutture, dai ponti, alle scuole, ai musei, agli uffici e non solo, realizzati in molti paesi del mondo. Dalle due serre di Singapore che rendono possibili due habitat opposti a pochi metri di distanza: una riproduce infatti il clima mediterraneo e l’altra quello tropicale. Fino al Siemens Centre di Londra: il complesso, realizzato in acciaio e vetro, è stato inaugurato poche settimane fa. E ancora molto altro.

Ma la progettazione che gli ha regalato maggior soddisfazione, come racconta lui stesso è il Mary Rose Museum a Portsmouth, così chiamato dal nome dell’omonima barca cui è dedicato, che affondò in seguito ad una battaglia contro la Francia nel 1545 .

Proprio in questi giorni, in tutto il mondo in tv, è possibile ammirare uno dei più grandi lavori di Christopher Wilkinson: l’arena per il basket realizzata a Londra per i Giochi 2012. «Una struttura – racconta – adiacente al velodromo firmato Michael Hopkins, anche lui proprietario di un’abitazione a Lucca. I punto di forza dell’arena, che conta dodicimila posti a sedere, sono la leggerezza e la temporaneità. Era infatti stato esplicitamente richiesto, per motivi economici, che fosse smontabile e già si pensa di utilizzarla per le olimpiadi di Rio De Janeiro nel 2016. La struttura poi è interamente rivestita di tessuto disposto in modo tale da consentirgli di assumere sei forme diverse e realizzare particolari effetti ottici anche grazie all’illuminazione».

Una grande soddisfazione, racconta. «E’ stato davvero un piacere la scorsa settimana assistere ad una partita di basket all’interno dell’ impianto». (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa