Sicurezza
I sindacati puntano sull’area vasta costiera
Riorganizzazione delle Province, continua il dibattito su quale sia la migliore collocazione per Lucca
LUCCA. Continua a infuriare la polemica sul tema della riorganizzazione delle Province. Di fronte alla questione sollevata da alcuni esponenti politici e relativa all’assenza di rappresentanti lucchesi nella commissione che dovrà formulare le proposte, occorre far notare che in realtà vi sono due figure legate al territorio lucchese. Si tratta di Oreste Giurlani, sindaco di Fabbriche di Vallico, e di Giuseppe Del Carlo, presidente del gruppo regionale Udc. «La Commissione regionale paritetica di cui ho l’onore di far parte – spiega Del Carlo – dovrà a mio avviso impostare subito un lavoro in stretto rapporto con le varie realtà istituzionali, economiche e sociali per formulare una proposta seria e razionale. Certo preoccupa che non siano stati inseriti nella Commissione né il sindaco di Lucca, né il presidente della Provincia, mentre Pisa e Livorno sono ampiamente rappresentate. Segno evidente di non adeguata considerazione che dovrebbe sollevare giuste proteste. Per quanto mi riguarda sono impegnato perché Lucca abbia il dovuto rispetto, non solo per la sua storia, ma innanzitutto per il suo peso economico e sociale grazie all’intraprendenza della nostra gente».
Sulla polemica interviene anche Pietro Fazzi, ex sindaco di Lucca: «È evidente che di fronte ad un problema come quello che investe la Provincia e il suo futuro non possa essere lasciato nelle mani dell'attuale maggioranza di centrosinistra. Mi auguro che il presidente Garzella condivida questa preoccupazione e si faccia carico di convocare una conferenza dei presidenti dei gruppi per convocare entro pochi giorni un consiglio comunale straordinario».
Cgil, Cisl e Uil, invece, esprimono «preoccupazione per il ritardo con cui, anche a Lucca, si è posta la questione delle funzioni delle Province e della loro nuova allocazione in quanto la questione dei servizi erogati (e che sicuramente verranno messi in discussione) ha un impatto negativo sul territorio e sui lavoratori pubblici. Pertanto - si legge nella nota - le Confederazioni ravvisano nell’area vasta della Toscana della costa la collocazione più idonea del nostro territorio provinciale».
Nel dibattito interviene anche Confartigianato ribadendo che una fusione con la provincia di Massa Carrara, è quella da noi pienamente sostenibile e condivisibile perché sarà quella che creerà meno danni». Cia, Coldiretti e Confagricoltura sono invece preoccupate dal fatto che «a Lucca e a Massa Carrara l'agricoltura ha un peso molto limitato rispetto ad altre aree della Toscana».
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