Il Tirreno

Lucca

Cara Lucca sei bella, ma ora ti manca solo un po’ di modernità

di Flavia Barsotti
Cara Lucca sei bella, ma ora ti manca solo un po’ di modernità

Il celebre architetto inglese Wilkinson ha casa in collina e suggerisce di osare con palazzi dal design contemporaneo

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LUCCA. «Ho visitato molte città, ma Lucca è una delle migliori che abbia mai incontrato». A dirlo è Christopher Wilkinson, architetto di fama mondiale. Il suo stretto legame con l’Italia è stato sancito con l’esposizione nel Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia nel 2004, ma l’ amore per la nostra città comincia almeno vent’anni fa, come racconta. E da circa dodici anni, ha deciso di scegliere Lucca per fare da sfondo alle vacanze con la moglie Diana e concedersi una pausa dal suo studio, il Wilkinson Eyre Architects di Londra dove gestisce circa centotrenta dipendenti di diciotto diverse nazionalità.

La scelta di vivere qui. La villa sulle colline a nord di Lucca, immersa nel verde, domina dall’alto la città offrendo a Christopher e alla sua famiglia un suggestivo scorcio, un quadro da contemplare. Il contrasto con la Londra scura e frenetica che vive quotidianamente, è infatti evidente e ancora, dopo tutti questi anni, Christopher si stupisce e si ferma ad ammirare i monumenti che spiccano nella nostra città. Un po’ per deformazione professionale e per la passione che lo lega al mondo dell’arte e un po’ per il fascino intramontabile che Lucca esercita su di lui, sono molti i ritratti del centro storico che l’architetto negli anni ha realizzato, immortalandone diverse porzioni. Dalla chiesa di Piazza San Giovanni, a piazza San Giusto, passando per via Fillungo fino a via Sant’Andrea e non solo.

Mare e colline. «Una scelta quella di Lucca – spiega Christopher Wilkinson – fatta non solo per la particolare posizione, vicina sia al mare che alla montagna, ma soprattutto per atmosfera che si respira e l’attrazione che la storia del posto esercita sui cittadini, per il senso di unione e di appartenenza che ogni abitante vive in relazione a questo luogo. Una delle prime impressioni che ho avuto, è quella di Lucca come comunità».

La bellezza delle Mura. L’unicità delle mura che la contengono, l’hanno poi incantato. «Mi piace il concetto di un vero polmone verde ad uso e consumo dei cittadini: per correre, camminare, portare a passeggio il cane o andare in bici, il tutto condito dalla bellezza delle piante». Ma quel che più colpisce l’occhio critico e competente di Christopher Wilkinson, è il consesso di stili che dominano la nostra città.

L’armonia degli stili. «E’ interessante esaminare tutti i diversi periodi dell’architettura. – afferma - Sono molti infatti gli edifici che vantano visibili rimanenze dei vari periodi». Una Lucca bella sì, ma con qualche miglioramento da apportare. «Vorrei vedere edifici più moderni, in centro e fuori. – commenta Christopher – E’ importante tenere vivo il passato, ma il mondo progredisce. Non bisogna temere di accostare il vecchio e il nuovo: se le realizzazioni vengono effettuate con cura e attenzione, non dobbiamo aver paura di osare. Non necessariamente interventi di grandi dimensioni, ma sono molti gli edifici abbandonati che vedo come opportunità perse».

Le esperienze in Europa. E già in Inghilterra, per quattro anni, Wilkinson ha lavorato con un’organizzazione rivolta a valorizzare edifici storici e non. Un ruolo particolare è poi quello che ricopre piazza Anfiteatro nel cuore dell’architetto inglese. «Anche in questa zona però molti edifici dovrebbero essere modernizzati nell’ottica di renderla più vivace. Del resto, la qualità dell’architettura migliora la qualità di vita».

No all’arena. Il suo amore più grande è quello per la facciata della chiesa di San Michele. Ma sulla polemica per la possibilità di realizzare un anfiteatro in Piazzale Verdi, l’opinione di un architetto del suo calibro è d’obbligo «Prima di esprimermi, dovrei vedere le planimetrie. Ma a colpo d’occhio credo che si tratti di un’operazione troppo invasiva. Senza considerare che sacrificherebbe il servizio degli autobus in quella zona, la cui collocazione è a mio avviso indispensabile nei pressi del centro storico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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