Il Tirreno

Lucca

Lucca assente dalla commissione che farà proposte sulle Province

di Barbara Antoni

Il sindaco Tambellini e il presidente Baccelli escono con l’amaro in bocca dall’incontro a Firenze Intanto categorie e sindacati si schierano tra i sostenitori del solo accorpamento con Massa

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di Barbara Antoni

LUCCA

Sono andate deluse le aspettative di discutere del futuro delle Province in modo concreto, dei migliori accorpamenti possibili, alla luce degli spiragli che si aprono per riconsiderare il dimensionamento dei nuovi enti territoriali (dopo che l’approvazione del decreto sulla spending review ha di fatto sancito l’accorpamento di Lucca alla superprovincia della Toscana Nord con Pistoia, Massa Carrara e Prato che ne è il capoluogo).

E, anzi, la riunione di ieri pomeriggio tra consiglio regionale e consiglio delle autonomie locali, a cui erano convocati i sindaci dei Comuni capoluogo della Toscana e i presidenti delle Province (quindi anche il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini e il presidente della Provincia che ha sede in Palazzo Ducale Stefano Baccelli) niente altro ha prodotto che la nomina di una commissione congiunta, composta da consiglieri delle due assemblee che dovrà svolgere gli approfondimenti necessari per l’elaborazione di proposte per un complessivo riordino del riassetto delle Province. Ma non c’è un consigliere della commissione congiunta che sia lucchese.

Ecco perché sia Tambellini che Baccelli hanno fatto ritorno in città nel giro di poche ore e con l’amaro in bocca. E non è un caso se Tambellini commenta che «ci dispiace prendere atto che all’interno della commissione non vi siano rappresentanti del Comune o della Provincia di Lucca. L’ipotesi di riorganizzazione delle Province avrà solo il contributo della commissione oggi nominata. Qualsiasi adempimento conclusivo spetterà al consiglio delle autonomie locali (Cal, ndr) che dovrà presentare alla Regione entro il 2 ottobre le conclusioni a cui è pervenuto».

Come Baccelli, del resto, che, in merito all’incontro congiunto tra Cal e consiglio regionale confessa: «L’incontro è stato una mezza delusione. Sono partito per Firenze confidando che sarebbe stata l’occasione per fare un buon lavoro, per parlare di proposte e confrontarsi. Invece si è risolto soltanto nella nomina di una commissione congiunta che formulerà proposte sulle Province e nell’adempimento di un ordine del giorno dell’assessore regionale alla riforme istituzionali Riccardo Nencini».

Tanta delusione nel pomeriggio quanta la soddisfazione per l’incontro che invece si è svolto ieri mattina in Palazzo Ducale, dove Baccelli aveva invitato tutte le categorie economiche e i sindacati al confronto sul nuovo dimensionamento di Provincia. Erano infatti presenti il presidente della Camera di Commercio Claudio Guerrieri, l’assessore provinciale allo sviluppo economico Francesco Bambini e i rappresentanti di Assindustria, Ugl, Confartigianato, Cna, Cia, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative.

«L’incontro è andato particolarmente bene - sottolinea Baccelli -. Nella platea, che era molto numerosa, ha prevalso il favore per l’ipotesi dell’accorpamento solo di Lucca con Massa. I temi più ricorrenti hanno riguardato quali funzioni la Regione vuole attribuire alle nuove Province; se, in termini di sviluppo locale, produttivo, infrastrutturale, turistico vuole redistribuire deleghe che allo stato attuale le nuove Province non hanno».

Secondo il vice presidente di Confcooperative Lucca Michele Martinelli, in realtà il »riordino delle Province è stato l’alibi che la casta si è inventato per tacitare l’opinione pubblica, stufa di assistere a privilegi e sprechi, mentre i balzelli, le tasse e gli aumenti costringevano i cittadini a una drastica revisione degli stili di vita». Secondo Martinelli il problema vero del territorio sono «le aziende che chiudono, che non hanno più speranza».

Invece Gaetano Ceccarelli, presidente provinciale Udc, ribadisce la sua avversione alla presenza di Lucca nella superprovincia guidata da Prato. A suo modo di vedere, perdere la prefettura, la Soprintendenza, il tribunale e la procura, la questura e i comandi provinciali di carabinieri e guardia di finanza costituirebbe «un declino non giustificato, che Lucca non merita ed è compito di tutte le istituzione, in primo luogo quelle cittadine, impedirlo o almeno provarci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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