Italia
Chiesto il via libera per 4 mini centrali idroelettriche
Barga, tutti gli impianti sorgeranno sul torrente Corsonna come quello di Montebono, che sarà pronto a fine anno
BARGA. Altri quattro mini impianti idroelettrici, che si dovrebbero aggiungere alla centrale di Montebono, in costruzione da quasi due anni e in dirittura di arrivo entro fine 2012. Li vuole realizzare la Fest srl (azienda capannorese con sede a Marlia) sul torrente Corsonna, uno dei due affluenti del fiume Serchio – l’altro è l’Ania - che scorrono sul territorio comunale. La ditta ha depositato negli uffici comunali, dove sono a disposizione per le eventuali osservazioni, le documentazioni relative alla procedura di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale. Si tratta del primo atto, previsto dalla legge, che deve valutare se determinati progetti possono avere un impatto significativo sull’ambiente e devono essere sottoposti alla fase di valutazione ambientale.
In particolare, le centraline della Fest sono definite micro e pensate per la produzione di energia rinnovabile: tre dovrebbero essere costruite in località La Roncagliana, l’altra alla Mocchia. Le caratteristiche tecniche sono le stesse per tutte e quattro, secondo quanto è riportato nell’avviso pubblico del Comune e cioè: impianti realizzati su briglia esistente, con sfruttamento dell’acqua mediante turbina di tipo Kaplan per ricreare nel contempo la continuità fluviale con la creazione della scala di risalita ittiofauna. Se tutto questo sia compatibile con l’ambiente deve essere ancora verificato.
Lo stesso sindaco Marco Bonini non conosce i dettagli del progetto. «La ditta – spiega – ha presentato le pratiche, ora dovremo fare i controlli e solo in quel momento potrò esprimermi al riguardo».
Quella dello sfruttamento del torrente Corsonna è una questione calda a Barga. La centrale di Montebono – i cui lavori, informa il sindaco, sono andati a rilento a causa di intoppi burocratici – un anno e mezzo fa fu contestata dagli abitanti, preoccupati per possibili conseguenze all’ambiente. Alle proteste, Bonini oppose la piena trasparenza e affidabilità del progetto passato al vaglio – fece notare il primo cittadino all’indomani delle polemiche – di tutti gli enti che uno dopo l’altro ne concessero l’autorizzazione. «Tutto è stato fatto – fu la sua risposta – nel rispetto dell’ambiente e non c’è motivo di preoccupazione, perché la centrale andrà a produrre energia pulita utilizzando l’acqua». Un’idea che, a distanza di un anno e mezzo, non è cambiata. «Da quella centrale, peraltro – puntualizza Bonini – il Comune già trae vantaggio economico perché percepisce un fisso minimo, destinato ad aumentare quando l’impianto entrerà in funzione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
