Proteste
Una quasi rivolta contro TripAdvisor per i giudizi anonimi
Tanti i commenti sul web per alberghi e ristoranti della città e gli esercenti contestano che molti pareri sono fasulli
LUCCA. «Non cercare a tutti i costi di conoscere l’opinione degli altri, né su di essa fonda la tua». Lo diceva Gandhi, ma, si sa, è difficile non cedere alla tentazione, in un mondo poi in cui basta un click per avere la possibilità di ricercare, confrontare e valutare. Lo sanno bene i titolari degli esercizi lucchesi e alcuni si schierano contro Tripadvisor, il sito internet di recensioni per i viaggiatori di nuova generazione.
«Il valore esperienziale - commenta Mauro Cusinato, direttore dell’hotel Ilaria - risulta importante per l’immagine e la stima, ma è soggettiva. Il sistema di Tripadvisor estrae da una serie di valutazioni personali un dato che viene vissuto come oggettivo. Il fatto poi che sia totalmente anonimo, spinge gli utenti a lasciarsi prendere la mano».
E infatti anche la nostra città è caduta nella fitta rete dei commenti online e sono molti i titolari che riscontrano incongruenze fra quello che viene postato e la loro gestione del locale, con il rischio che ne risenta la stessa attività. «Il wifi era debole e mi è stata risposto di andare a navigare nella hall - scrive “Ruggeropo” - ma io ero in pigiama e volevo solo vedere un film». «Una precisa disposizione che ho dato per offrire un servizio di emergenza poiché a quell’ora non era possibile trovare un tecnico – commenta Cusinato – e non una mancanza di cortesia verso il cliente che ci ha rilasciato una votazione bassa».
«Hanno scritto che la nostra bistecca emanava un odore sgradevole o che dovevamo prestare più attenzione all’estetica. - racconta Aurelio Barattini, titolare e cuoco dell’Antica Locanda di Sesto – Sono d’accordo ad accettare il parere degli altri, purché sia costruttivo. Come può essere abbellito un piatto di tortelli lucchesi?». «Qualcuno ha detto che i miei figli giocavano sul tavolo con le macchinine disturbando i clienti - afferma Stefano De Ranieri, titolare del ristorante Mecenate - ma né io, né il mio personale abbiamo figli».
Due facce della stessa medaglia quindi. Una grande pubblicità gratuita in certi casi che fa sì che «molti turisti si siedano a tavola dopo aver letto le recensioni positive - spiega Claudio Picchi del ristorante “La Tana dell’Orco” - e un mezzo da cui trarre suggerimenti. Noi stessi abbiamo velocizzato il servizio, così come veniva richiesto». Ma anche, spiega Marco Brotini, titolare dell’Osteria Baralla «un modo rapidissimo per rovinare l’immagine costruita con anni di lavoro». Del resto, «chi scrive ha il coltello dalla parte del manico, non ha niente da perdere», sostiene Pietro Bonino, presidente degli albergatori di Confcommercio.
Non solo. È alto anche il rischio delle recensioni pilotate. E’ questo il problema sollevato da Giuliano Pacini, consigliere nazionale della Fipe di Confcommercio «Dobbiamo togliere di mezzo chi abusa di questo potere, in quanto si tratta di uno strumento pericoloso se usato senza filtri. Un sistema potrebbe essere quello di eliminare l’anonimato, ma gli amministratori di TripAdvisor sembrano non volerne sapere». È d’accordo Benedetto Stefani, presidente dei ristoratori di Confcommercio che afferma: «Abbiamo fatto alcuni sondaggi, scoprendo che alcune critiche non corrispondevano alla verità».
Per alcuni, quindi, un mezzo per danneggiare la concorrenza, come ipotizza Stefano De Ranieri, in qualità di presidente dei ristoratori di Confesercenti. Ma c’è anche chi come Pietro Bonino, ripone fiducia nei colleghi: «Credo che, in questi casi, siano più frequenti le recensioni positive verso se stessi che quelle negative verso gli altri». Un dubbio, però, che rimane e, mentre sono molti i titolari che non riescono a prescindere dal sito, sperando nella capacità del cliente di saper discernere commenti veri da quelli fasulli, sono altrettanti quelli che scelgono di ignorarlo.
Non è d’accordo Andrea Martinelli, presidente degli albergatori di Confesercenti: «È necessario tenere in considerazione ciò che dicono di te. E poi, Tripadvisor non è che un modo diverso e tecnologico di fare quel passaparola che una volta avveniva solo a voce».
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