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Lucca

Per la onlus un conto ancora più salato

Per la onlus un conto ancora più salato

Potrebbe essere costretta a versare all’erario il doppio degli importi percepiti dagli operatori

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LUCCA. Se gli infermieri dell’Asl si sono visti arrivare le lettere con l’annuncio di trattenute in busta paga per oltre 200mila euro complessivi, peggio potrebbe capitare all’associazione Don Franco Baroni.

Un articolo del decreto 167 sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche prevede una sanzione che sarebbe addirittura doppia. Sanzione legata al l’inosservanza della norma che dispone che i soggetti privati «non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti pubblici senza la previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi».

«Noi dovremmo pagare quasi 500mila euro? Sarebbe la fine per la nostra associazione», dice Paolo Mandoli, presidente dal 20 maggio 2008 della Don Baroni, prima di aggiungere: «Non so niente di questa cosa, noi abbiamo sempre versato tutte le imposte, non ne capirei il motivo».

La norma peraltro recita che «all’accertamento delle violazioni e all’irrogazione delle sanzioni prevede il ministero delle finanze, avvalendosi della guardia di finanza, secondo le disposizioni della legge 24 novembre 1981, 689. Le somme riscosse sono acquisite alle entrate del ministero delle finanze».

Mandoli ricostruisce anche i passaggi di questa vicenda, che sarebbe iniziata alla fine del mese di novembre del 2010 quando - dice - dalla direzione amministrativa dell’Asl arrivò una e-mail per informare che gli infermieri non potevano fare prestazioni aggiuntive.

Il presidente della Don Baroni precisa inoltre che tutti gli operatori dell’associazione nel frattempo sono cambiati, che i vecchi infermieri nei mesi scorsi hanno creato una propria associazione e che la Don Baroni da allora si avvale delle prestazioni di infermieri libero professionisti, non dipendenti dell’Asl, che vengono pagati dietro presentazione di fattura.

«Purtroppo - chiarisce Mandoli - si sono verificati dei casi spiacevoli, il nostro personale, quando si è presentato a casa dei malati che ci erano stati dati in carico dal Cord, vi ha trovato operatori dell’altra associazione e questo ha creato disagio anche nei familiari degli assistiti».

Mandoli precisa infine che l’attuale convenzione prevede che l’Asl eroghi alla Don Baroni 125mila euro l’anno per l’attività svolta.(f.t.)

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