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La vera storia delle Verrucole

La vera storia delle Verrucole

Per oltre un secolo la fortezza è stata curata dalla famiglia Bresciani

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SAN ROMANO. La rinascita della Fortezza delle Verrucole avrà per sempre una data sul calendario, quella del 28 luglio scorso, data dell’inaugurazione dopo il restauro della roccaforte. Ma se questo monumento è arrivato ai giorni nostri, gran parte del merito spetta a chi lo ha conservato negli anni addietro. Il Comune di San Romano lo acquistò nel 1987 dalla famiglia Bresciani che si è occupata della fortezza, con più oneri che onori, da fine 1800. Per quasi un secolo la famiglia ha curato la fortezza salvaguardandone spesso lo stato con vari interventi di manutenzione. Oggi, i nipoti del signor Giovanni Bresciani, con la fortezza tornata a splendere, raccontano la sua storia.

«Pochi sanno – dicono i nipoti Paola, Marsilio, Daria e Luisa – che il nonno acquistò la fortezza delle Verrucole verso la fine del 1800 dalla famiglia Poli. Da allora, a sue spese fece fare lavori per mantenere la struttura, soprattutto dopo il terremoto del 1920. Col nonno c’era Mario Pardini, contadino della zona e “guardiano” della Fortezza». All’epoca nella roccaforte si vivevano soprattutto due momenti speciali: la giornata di Pasquetta e la festa di San Lorenzo. In quei giorni, ma non solo, veniva aperta alle visite.

«Anche dopo la seconda guerra, la nostra famiglia ha fatto manutenzioni alla fortezza – raccontano i nipoti di Bresciani –. Quando il nonno è morto, negli anni ’60, la cura è stata affidata ai sacerdoti don Luigi e don Ismaele Bresciani e ai restanti componenti della famiglia. In questa opera, fummo aiutati da Sebastiano Lorenzetti di Castelnuovo, della Soprintendenza». Ma possedere una fortezza comportava anche rischi e pericoli. Nel tempo furono rubati manufatti, un’aquila e due stemmi che ai portali di ingresso, oltre a diverse coperture. «Per le tante opere che la fortezza richiedeva la famiglia Bresciani-Angeloni decise di venderla al Comune di San Romano nel 1987 – chiudono i nipoti –. Oggi siamo lieti di raccontare questa storia. È grazie al nostro nonno che la fortezza è giunta fino ai nostri giorni ed oggi è così magnifica». (l.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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