Il Tirreno

Lucca

L’AZIENDA SANITARIA

Al vaglio la gestione del servizio

LUCCA «Una situazione incresciosa che va chiarita e vogliamo farlo nel più breve tempo possibile». E’ l’unico commento del direttore generale dell’Asl 2, Antonio D’Urso, sul caso dei compensi...

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA

«Una situazione incresciosa che va chiarita e vogliamo farlo nel più breve tempo possibile».

E’ l’unico commento del direttore generale dell’Asl 2, Antonio D’Urso, sul caso dei compensi percepiti dagli infermieri che hanno svolto attività per un’associazione senza richiedere la prescritta autorizzazione. Un caso che il direttore dell’Asl si è ritrovato sul tavolo, ma che si riferisce ad anni in cui al vertice dell’azienda sanitaria c’era Oreste Tavanti. Peraltro – nonostante l’associazione coinvolta, la Don Baroni, abbia cambiato gli operatori - per il servizio non ci sono ripercussioni. Anzi, la convenzione tra l’Asl e la Don Baroni è stata prorogata sino alla fine dell’anno. E dopo? L’azienda intende fare una valutazione approfondita, verificare le varie ipotesi – anche alla luce del fatto che sono diverse le associazioni che prestano questo tipo di servizio - prima di decidere come andare avanti. Gestendo direttamente l’assistenza domiciliare ai malati oncologici, di Alzheimer e con il morbo di Parkinson, oppure affidare all’esterno il servizio, attraverso un soggetto da identificare con la procedura dell’evidenza pubblica. Di certo - dice D’Urso - c’è che le regole rispetto al passato sono cambiate e oggi è necessario rispettare alla lettera le norme, in particolare quelle relative a due aspetti: nel caso che si decida di procedere con una convenzione, gli infermieri eventualmente utilizzati devono essere soci dell’associazione e non devono percepire compensi ma solo un rimborso spese. (f.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa