Sicurezza
La Provincia tira le orecchie a Wepa Chiesto l’incontro
Recuperiamo i contenuti del piano di rilancio dell’autunno Palazzo Ducale respinge ipotesi di vendita e trasferimento
BORGO A MOZZANO. Toccherà alla Provincia la prossima mossa nella vertenza che interessa gli stabilimenti Wepa di Fabbriche di Vallico, Piano della Rocca (Borgo a Mozzano), destinati alla vendita, e di Salanetti (Capannori), dove è in programma il trasferimento di due linee produttive che porterà 50 esuberi.
Palazzo Ducale annuncia che convocherà un incontro con la dirigenza dell'azienda per ottenere garanzie sul futuro delle unità produttive situate nel territorio, dopo il cambiamento di rotta che, si spiega, «sembra rinnegare il piano di riorganizzazione presentato nei mesi scorsi, con impegni precisi per il rilancio degli stabilimenti lucchesi».
È questo quanto emerso dall'incontro che si è svolto ieri a Palazzo Ducale alla presenza degli assessori provinciali Francesco Bambini (sviluppo economico e vertenze sindacali) e Mario Regoli (lavoro) a cui hanno partecipato il consigliere regionale Ardelio Pellegrinotti, Renato Bonturi in rappresentanza della parlamentare Raffaela Mariani, Maurizio Vellutini assessore del Comune di Capannori, Leonardo Fornaciari del Comune di Porcari e Oreste Giurlani, sindaco di Fabbriche di Vallico e presidente di Uncem Toscana, oltre ai rappresentanti dei sindacati e l'Rsu di Wepa. Assenti giustificati altri rappresentanti istituzionali.
Sollecitati dai sindacati, gli assessori incontreranno i dirigenti Wepa per chiedere loro che si torni al piano presentato a novembre 2011 e si riapra un confronto per evitare lo spostamento della produzione all'estero.
A preoccupare i rappresentanti sindacali è «il brusco e immotivato voltafaccia - spiega la Provincia - per cui si è passati dalla volontà di investire e riorganizzare all'ipotesi della riduzione dell'attività e alla vendita di alcuni stabilimenti, con gravi conseguenze per i 450 dipendenti lucchesi (su 603 in tutta Italia). Azioni che sembrano prefigurare una linea di disimpegno del gruppo dall'Italia e in controtendenza rispetto a scelte di altre aziende del settore che stanno facendo nuove acquisizioni cercando di aumentare le quote di mercato».
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