Il dolore
Vertenza Wepa, i sindacati proclamano lo sciopero
La vendita degli stabilimenti di Fabbriche e Piano della Rocca non convince A Salanetti, il trasferimento delle linee comporterà una cinquantina di esuberi
BORGO A MOZZANO. Stato di agitazione, blocco degli straordinari e un pacchetto di sedici ore di sciopero da effettuare in modo articolato se l’azienda non ritirerà il programma di ristrutturazione.
I sindacati di categoria - Slc Cgil e Fistel Cisl - con le Rsu aziendali dichiarano guerra aperta al gruppo cartario tedesco Wepa (2.800 dipendenti in totale, con un fatturato di oltre 700milioni) dopo l’annuncio del piano di ristrutturazione della sua presenza in Italia (603 dipendenti complessivamente), che ha come punti cardine la vendita dei due stabilimenti di Fabbriche di Vallico (19 dipendenti) e Piano della Rocca (30), oltre al trasferimento in due sedi europee (presumibilmente in Francia e Germania) di due linee di converting (trasformazione) attualmente a Salanetti. Un trasferimento che potrebbe portare, come spiega Federico Fontanini della Fistel Cisl, a un numero considerevole di esuberi nello stabilimento di Salanetti: circa 50 sui 308 dipendenti complessivi di questo sito industriale. E allo stesso modo non convince la cessione degli stabilimenti minori in Mediavalle: se venissero venduti a piccoli imprenditori potrebbero non essere più garantire i diritti acquisiti dei lavoratori.
Gli effetti della razionalizzazione non finiscono qui denunciano i sindacati. Infatti, è prospettato un «finora non quantificato intervento sui lavoratori indiretti, mentre nel 2013 è prevista la cessione dello stabilimento di Cassino (170 addetti).
Altra azione del piano, quella che prevede la riduzione del salario. Nel corso dell’ultimo incontro con i sindacati, il rappresentante del gruppo Wepa ha annunciato che per il 2012 non verrà riconosciuto alcun premio di produzione ai dipendenti, spiega Fontanini.
La delegazione sindacale ha respinto con decisione il nuovo piano avanzato da Wepa, giudicandolo «un’operazione non di tipo industriale ma meramente un’operazione finanziaria mirata a ridurre prima l'indebitamento dell'azienda, a migliorarne i risultati operativi e finalizzata alla dismissione delle attività italiane».
I sindacati ricordano che «pochi mesi fa è stato sottoscritto un accordo su un piano industriale che l’azienda ha dichiarato aver dato “magnifici” risultati. Contratto in corso di applicazione, compresi gli ammortizzatori sociali per la gestione del personale in esubero, che dev’essere implementato nei contenuti e nei tempi indicati perchè porti ai risultati previsti. Chiediamo che venga rispettato. Non siamo disponibili ad avviare un confronto su questo piano, che dev’essere ritirato».
Nel caso che l’azienda intendesse proseguire su questa strada, Fistel Cisl e Slc Cgil avvertono che «con i lavoratori metteremo in atto tutte le azioni di contrasto possibili, per impedire che un patrimonio di know how, di professionalità, che gli stabilimenti Wepa Lucca rappresentano, venga smembrato, indebolito e dissipato da scelte esclusivamente finanziarie e di disimpegno industriale. Pensiamo piuttosto a discutere il rinnovo del contratto integrativo».
Barbara Antoni
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