Il dolore
Persi decine di posti, sos del sindacato
Firmati numerosi accordi per la cassa integrazione ma ora si teme la chiusura di altre attività
LUCCA. La crisi dell’auto si riflette anche sull’occupazione, sui posti di lavoro di un settore, quello costituito da concessionarie, saloni e officine collegate, rappresentato da circa trenta società con - almeno fino a qualche tempi fa - circa 500 dipendenti in provincia, calati ora di alcune decine.
Negli ultimi mesi il ricorso alla cassa integrazione in deroga (che riguarda le attività con meno di 50 dipendenti, di fatto quindi tutte le concessionarie della Lucchesia) è stato costante.
«Ho firmato decine di accordi - dice Massimiliano Bindocci, sindacalista della Filcams Cgil - purtroppo la situazione è questa ed è generata da più di un motivo».
Quali i particolare? Spiega Bindocci: «La crisi economica e la stretta finanziaria sono sotto gli occhi di tutti, ma poi bisogna fare i conti con le politiche di alcune case madri che impongono livelli di servizio che oggi è difficile sostenere. Per esempio c’è chi obbliga le concessionarie ad avere 3 meccanici, 1 motorista, 1 elettrauto, oltre a spazi di un certo tipo. E in tempi di crisi di vendite tutti questi elementi rappresentano un grosso peso. Anche i service, le officine, hanno visto diminuire notevolmente il volume di affari».
L’analisi dell’esponente della Cgil non si limita però solo a questi aspetti. Secondo il sindacalista c’è anche un altro motivo che aggrava la situazione in Lucchesia:
«Fino a ieri - dice Bindocci - bastava aprire un salone per vendere e questo è andato a scapito della preparazione, della professionalità di più di un imprenditore. Sopraggiunte le difficoltà accade che i più seri, i più attenti alle dinamiche del mercato sono in grado o comunque stanno cercando di riorganizzarsi, di avere un maggiore equilibrio. Chi ce la fa riesce a galleggiare, a sopravvivere in attesa di tempi migliori, gli altri rischiano di andare a fondo».
La preoccupazione in casa Cgil è forte, le immatricolazioni di nuove auto sono in forte calo, meno 21% a luglio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. E si aggira intorno a questa percentuale anche la previsione sul calo delle vendite a fine 2012. C’è il timore che - dopo la Gi.Bi. Motor - qualche altra attività sia costretta a chiudere con la perdita di altri posti di lavoro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA)
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