Attenzione
La Gi.Bi. Motor fallisce il passivo è di 4 milioni
Il salone di Guamo, rimasto senza liquidità, ha presentato istanza al Tribunale Sono più di venti i casi di auto pagate e non consegnate: udienza a settembre
LUCCA. La crisi, le difficoltà del mercato, la stretta creditizia, il tentativo di andare avanti facendo fronte alle risorse personali, le rimostranze e le denunce dei clienti, l’indagine della magistratura . Poi la resa.
La Gi.Bi. Motor, il salone multimarche di Guamo, ha presentato istanza di auto fallimento e l’11 settembre è fissata l’udienza presso il tribunale. Si chiude in questo modo la vicenda che ha portato il salone , suo malgrado, alla ribalta delle cronache per le denunce di una serie di automobilisti, almeno una ventina, che dopo aver stipulato i contratti di acquisto delle vetture e aver proceduto con i pagamenti – spesso attraverso finanziamenti con società di credito al consumo – non si erano visti consegnare la vettura o erano stati raggiunti da lettere con cui le case madri richiedevano il pagamento della macchina, visto che il salone – pur avendo riscosso - non aveva saldato i conti con i fornitori.
Il passivo della società, a responsabilità limitata, sarebbe di circa 4 milioni di euro, dopo che già al 31 dicembre del 2010 i libri contabili facevano registrare una perdita superiore ai 3 milioni. Difficile capire che cosa accadrà adesso per i clienti, di certo c’è che una serie di vecchi ordini sono inevasi, mentre negli ultimi tempi il salone non avrebbe più preso ordini, in considerazione della situazione che si stava profilando. La Gi.Bi. Motor ha quindi chiuso i battenti dopo dieci anni di attività iniziata a Sant’Anna, con una seconda sede a Marlia.
Si è affidata a due legali, gli avvocati Luigi Velani e Andrea Lorenzetti, e ha deciso di percorrere una strada praticamente obbligata, facendo presente all’autorità giudiziaria di non ritenersi truffatori, come recita l’ipotesi accusatoria degli inquirenti, ma vittime della man canza di liquidità, della stretta creditizia decisa dafli istituti bancari
Di fatto non si è riusciti a pagare le vetture alle case automobilistiche perché è venuta meno la liquidità e le banche non fanno più credito e tengono i libretti di circolazione in conformità sintanto che le ditte non rientrano nel fido.
Una vera e propria odissea, che ha coinvolto anche i clienti, che si sono ritrovati vittime di questa situazione.
Nei giorni scorsi, stanchi di attendere la macchina prenotata e pagata, si erano rivolti con un esposto denuncia alla procura che aveva delegato l’indagine alla squadra di pg della guardia di finanza.
Al di là degli acquirenti, becchi e bastonati, i militari delle fiamme gialle hanno ricevuto denunce da parte di due finanziarie del Nord Italia (Torino e Milano).
L'ufficio pratiche delle due finanziarie dopo aver dato il via libera alla pratica per l'acquisto di una macchina non riceveva più i soldi alla scadenza delle rate dai clienti che avevano effettuato la rateizzazione per comprare la vettura dall'autosalone multimarche di Guamo.
A quel punto - stando all'accusa - dopo aver inviato i solleciti agli utenti scoprivano che quelli non erano mai entrati in possesso dell'auto scelta e per la quale si erano accordati con l'autosalone per il finanziamento.
Molti automobilisti avevano dato in permuta al commerciante la loro macchina e si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano. Niente auto nuova, niente macchina vecchia. Davvero una situazione assurda. E ora siamo arrivati all’autofallimento.
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