Il Tirreno

Lucca

L’Asl perde la centrale operativa 118

di Fabrizio Tonelli
L’Asl perde la centrale operativa 118

Il servizio sarà organizzato a livello di area vasta, da definire la nuova sede tra Lucca, Viareggio, Pisa, Livorno e Massa

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LUCCA. Rivoluzione in vista per la centrale operativa del 118. La Regione sta portando avanti il progetto per una revisione del sistema di soccorso legato all’emergenza-urgenza e prevede di ridurre dalle attuali 12 a 3, in tutta la Toscana, le centrali del 118. Che di fatto verrebbero a coincidere con la divisione in aree vaste del territorio. Lucca sarebbe quindi accorpata a Pisa, Livorno, Viareggio e Massa. Il piano, attualmente in fase di definizione e quindi suscettibile di modifiche e integrazioni, dovrà poi essere discusso nelle varie sedi e portato all’attenzione non solo dei direttori delle Asl ma anche delle amministrazioni comunali e dell’intero consiglio regionale.

Quello che si prospetta è comunque un cambiamento importante che – nell’ottica del piano regionale – dovrebbe produrre notevoli miglioramenti e una organizzazione più efficiente. Un esempio su tutti: la possibilità di coordinare gli interventi tenendo presenti i centri di eccellenza per i casi di infarto, ictus o trauma grave, fornendo quindi al paziente le risposte più appropriate in relazione al suo caso.

La sede della centrale. Se il progetto – come sembra – andrà avanti, tutto il servizio dovrà essere rimodulato e si dovrà scegliere anche la sede della nuova, grande centrale operativa che potrà e dovrà avere a disposizione mezzi e tecnologie all’avanguardia. Al momento non c’è una ipotesi prevalente sulla localizzazione del servizio. C’è però uno studio di cui tener conto e ci sono soprattutto le cifre, i numeri legati all’attività.

25mila emergenze. Il 118 di Lucca, creato nel 1996 ma di fatto entrato in funzione il 16 febbraio del 1997, gestisce ogni anno circa 25mila casi di emergenza urgenza, che vanno ad aggiungersi a tutte le altre attività, dalla guardia medica ai trasferimenti dei pazienti. E ha un bacino di riferimento di circa 220mila abitanti, quelli della porzione di territorio che va da Altopascio all’Alta Garfagnana. Attualmente le postazioni degli operatori che si occupano dell’emergenza urgenza sono due che diventano tre in momenti particolari. Con l’accorpamento a livello di area vasta le cifre ovviamente crescerebbero, arrivando a 1,3 milioni di cittadini-utenti; 130mila casi urgenti all’anno e almeno 8-10 operatori impegnati.

Il personale. Proprio il ruolo del personale, lungamente preparato per svolgere questo tipo di attività, è fondamentale così come è fondamentale la conoscenza del sistema, del territorio dove si deve intervenire. Gli infermieri che da anni lavorano in questo settore della sanità hanno quindi acquisito un patrimonio di esperienza importante e assolutamente da non disperdere. Peraltro va sottolineato che il progetto della Regione prevede solo l’accorpamento delle centrali operative e niente cambierebbe per quanto riguarda l’accesso ai servizi da parte dei cittadini, che ovviamente continuerebbero a chiamare il numero da tempo diventato familiare, ovvero il 118.

Il territorio. Non cambierà neanche l’organizzazione territoriale, con i vari punti presenti sul territorio e il sistema di ambulanze pronte a intervenire per ogni tipo di necessità. Un sistema collaudato da 15 anni di attività e apprezzato dalla popolazione che non esita a rivolgersi alla centrale operativa per ogni necessità.

Non è un caso che l’assetto, l’organizzazione del 118 di Lucca sia stato più volte preso a modello e rappresenti un preciso punto di riferimento per l’assistenza sanitaria in Toscana.

E sia quindi la base, un punto da cui ripartire, anche per questo progetto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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