Sicurezza
Wepa vende gli stabilimenti di Fabbriche e Piano della Rocca
Nel piano di riorganizzazione anche il trasferimento di due linee di converting Da Salanetti (nel Capannorese) i macchinari sarebbero destinati in Francia e Germania
BORGO A MOZZANO. Due cartiere del gruppo Wepa in vendita. E due linee produttive a breve trasferite in altri paesi europei.
Wepa dà il via a un piano di riorganizzazione della sua presenza sul territorio lucchese. E lo fa partendo da due stabilimenti della Garfagnana e da quello di Salanetti (fra Porcari e Capannori).
Il gruppo tedesco tedesco Wepa infatti (proprietario attuale dell’ex Kartogroup) avrebbe infatti deciso di mettere in vendita gli stabilimenti di Fabbriche di Vallico e Piano della Rocca (quest’ultimo sul territorio comunale di Borgo a Mozzano). Inoltre, starebbe prendendo in seria considerazione di vendere anche la cartiera di Cassino.
Altri movimenti riguardano le sue aziende. Vale a dire quello “centrale”, per la Lucchesia, di Salanetti. La proprietà avrebbe deciso infatti di trasferire due linee di converting: una, quasi con certezza, da Salentti in Francia; per l’altra linea invece la destinazione sarebbe al momento da definire (le possibilità sarebbero due: o verso la Polonia o verso la Germania). In parallelo, il gruppo si sarebbe impegnato a pontenziare a Salanetti altre linee di lavorazione.
Lo spirito della riorganizzazione (che sembra interessare tutto il gruppo, anche gli stabilimenti tedeschi dove risulta che i lavoratori abbiano rinunciato alla tredicesima mensilità) sarebbe insomma quello di reperire forti quote di liquidità senza però ripercussioni sul personale che, stando al disegno prospettato, dovrebbe rimanere lo stesso in forza nei singoli stabilimenti.
Inutile dire che da quando la notizia si è diffusa, ha alimentato una dose di preoccupazione.
Non troppo tempo fa, il gruppo Wepa infatti era stato investito da venti di crisi. A novembre del 2011l’azienda aveva presentato un piano di 120 esuberi (ottanta operai e quaranta impiegati) nello stabilimento di Salanetti, determinati da problemi legati a una crescita sempre più marcata della concorrenza e all’aumento dei costi di produzione.
E, già nove mesi fa, tra le misure prospettate nell’ambito del piano di razionalizzazione c’era il trasferimento di alcune linee produttive, all’epoca considerato dai sindacati «un impoverimento tecnologico del sito industriale di Salanetti».
Dopo una serie di confronti e incontri con sindacati e istituzioni, il piano era stato ritirato. Ma alcune difficoltà si sarebbero ripresentate, e da qui il piano di riorganizzazione annunciato. Anche le istituzioni sarebbero già state messe al corrente delle intenzioni del gruppo. A Palazzo Ducale, a Lucca, nei prossimi giorni è in agenda un incontro tra azienda, amministratori provinciali, sindaci e referenti politici della zona.
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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