Finanza
Sos contro le guide turistiche abusive
Svolgono l’attività senza la qualifica e spesso forniscono ai visitatori notizie storiche completamente sbagliate
LUCCA. Difendere la professione della guida turistica, preservare la qualità dei servizi offerti, garantendo informazioni corrette, e contrastare la concorrenza sleale. E’ questo l’impegno di Irina Likhota, la guida turistica russa autorizzata per le province di Lucca e Pisa che, facendosi portavoce di molti professionisti come lei, si sta mobilitando affinché il problema dell’abusivismo nel suo campo non passi inosservato.
«E’ un vero e proprio “furto di business” verso gli operatori dotati di regolare abilitazione. – dice –. Ogni giorno infatti siamo testimoni dell’infittirsi di accompagnatori che svolgono a Lucca il ruolo di guida non autorizzata, muniti semplicemente di fogli scaricati da internet: senza alcun tesserino, senza assicurazione e senza contratto».
E infatti, spiega Irina, sono molte le agenzie che, per risparmiare in tempi di crisi, organizzano compagnie di viaggio e affidano a persone preparate sommariamente il compito, non regolare, di fornire ai clienti le informazioni in merito al territorio visitato. «A volte è lo stesso autista a svolgere il doppio ruolo» racconta. Un comportamento non soltanto perseguibile fiscalmente, ma che va anche ad intaccare l’immagine della nostra città e lo stesso turismo.
«Troppo spesso – afferma Linda Lorenzetti, titolare dell’agenzia turistica “La Giunchiglia” - sentiamo comunicare date storiche scorrette, leggende confuse, legate alla tradizione lucchese, che a volte sfiorano addirittura il comico, oppure nomi di autorità storpiati e notizie di politica distorta. Un grave problema che c’è sempre stato, ma che ultimamente sta dilagando a macchia d’olio».
E infatti, sono gli stessi operatori regolari a riscontrare un notevole calo della richiesta e del lavoro e a lamentare la poca tutela. «I corsi di formazione necessari per ottenere il patentino di guida turistica, possono raggiungere anche i 3000 euro – prosegue Linda Lorenzetti – senza contare poi le ore di studio da spendere e gli esami da affrontare. Non trovo giusto che siamo penalizzati per colpa di chi non ha né i titoli né le competenze».
I controlli da parte dei vigili , spiegano poi le guide, scarseggiano anche per problemi logistici. E’ d’accordo Gabriele Calabrese, presidente di TurisLucca, una delle associazioni di guide e accompagnatori che opera sulla nostra città, che afferma «poiché la legislazione è in divenire, le forze dell’ordine non dedicano a queste situazioni troppa attenzione».
Non solo. «Alcune complicazioni - rivela - sono dovute, ad esempio, ad una inesistente preparazione e ad una scarsa sensibilizzazione dei vigili alle difficoltà del settore e la turnazione degli agenti poi non facilita il lavoro».
Inoltre, le normative della Regione Toscana non prevedono l’obbligo dell’esposizione del tesserino per chi svolge questo lavoro e ciò rende più ardua e gravosa l’identificazione dei non regolari. A questo si aggiunge infine il problema della comunicazione, trattandosi spesso di persone provenienti da paesi extraeuropei che non comprendono, o fingono di non comprendere, le richieste delle autorità. E’ a tal proposito infatti che Irina propone l’adozione, anche a Lucca, di un progetto che a breve verrà messo in pratica nella città di Pisa: una tessera magnetica dotata di codice a barre per ogni guida autorizzata, da esibire in caso di verifica. «In questo modo – spiega – verrebbe facilitato il compito ai vigili rispetto alle procedure attuali e potrebbe essere un primo punto di partenza verso un’ attenzione e una sensibilizzazione maggiore ai nostri disagi».
Ed è anche per questo che, Irina, con l’aiuto della titolare della Giunchiglia, sta attendendo un incontro con i vigili che si terrà probabilmente lunedì. «La nostra – afferma Irina – è una battaglia a favore della comprensione del bello e della qualità, a discapito di un turismo “economico”, troppo spesso “mordi e fuggi”, incapace di diffondere il patrimonio artistico».
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