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Lucca

Sì all’accorpamento, ma solo con Massa

Sì all’accorpamento, ma solo con Massa

Da Palazzo Ducale, Pdl, Lega Nord e Udc invitano anche i consigli comunali alla protesta

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LUCCA. Inaccettabile una superprovincia con Prato capofila. La giusta dimensione di un accorpamento, semmai, potrebbe essere quella di Lucca con la provincia di Massa Carrara. Per una serie di motivi. Storici (soprattutto fra Lunigiana e Garfagnana), di continuità territoriale ed economica, per una tradizione religiosa che ha visto, fino al 1980, unite le diocesi di Apuania e Garfagnana.

La minoranza di Palazzo Ducale - con il presidente dei moderati della Lucchesia Gabriele Brunini, il capogruppo della Lega Nord Mauro Santini, il presidente del gruppo Pdl David Marcucci, il vice presidente del consiglio provinciale, di estrazione Pdl, Daniele Lazzareschi, il presidente del gruppo Udc Francesco Pioli e Paolo Giannotti, Pdl, della commissione trasparenza e controllo - è sul piede di guerra. Per le conseguenze che un accorpamento come quello al momento prospettato per la Provincia di Lucca potrebbe portare (con Prato, Pistoia e Massa Carrara) per la comunità nel suo insieme, quanto a scuole, trasporti, infrastrutture e protezione civile solo per citarne alcuni.

E anche per i criteri di elezione dei consiglieri della superprovincia. Come spiega Lazzareschi, «la nuova provincia sarà un ente di nominati, e questo uccide la democrazia».

Giannotti esibisce un ordine del giorno che, annuncia, sarà inviato a tutti i Comuni. E potranno farlo suo i consiglieri di ogni schieramento, per impegnare ciascuno le proprie amministrazioni a difendere il mantenimento alle province di servizi come la formazione, la difesa del suolo, le scuole secondarie superiori.

Lotta su tutti i fronti, insomma, e con l’amaro in bocca. «Si smantellano le province - dice la minoranza - e si tengono in vta carrozzoni inutili, come i consorzi di bonifica, gli ato dei rifiuti e l’ato dell’acqua». (b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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