Il dolore
La Provincia vende i pacchetti azionari
Un patrimonio di undici milioni, tra quote di Salt e Sat, che frutta un milione l’anno. La minoranza sferra l’attacco
LUCCA. La Provincia dà il via all’iter per la messa in vendita del suo pacchetto azionario delle società Salt (società autostrade ligure toscana) e Sat (società aeroporto toscano di Pisa). Un patrimonio che, solo per le azioni della società autostrade, ammonta a una cifra tra 10 e 11 milioni e che, annualmente, frutta dividendi per almeno un milione. Misura che il presidente Stefano Baccelli definisce estrema ratio per mettersi a riparo da eventuali necessità di cassa. «Assolutamente non una scelta politica - dice - ma dettata da necessità finanziarie.
Se c’era una cosa che avrei voluto evitare, nel mio mandato amministrativo, era proprio questa, perché Salt è una società che porta sviluppo al territorio e perché ogni anno porta un dividendo. La domanda sul perché della vendita va fatta a Monti: prima di essere il responsabile del tracollo finanziario dell’ente e dell’impossibilità di fornire servizi ai cittadini, mi sento obbligato a questa manovra. E comunque prima di metterla in atto, mi riservo di incaricare un consulente per stimare le quote».Ma la minoranza parte all’attacco. «Cattivo segno quando si vendono i gioielli di famiglia», sentenziano i consiglieri di minoranza Gabriele Brunini, Davide Marcucci, Daniele Lazzareschi, Francesco Pioli, Mauro Santini e Paolo Giannotti.
«Ci pare inopportuna la vendita, in particolare in questo momenti. È un’azione pericolosa per il bilancio della Provincia. Il dividendo annuo che le azioni portano consente di intervenire su diversi fronti. E non si capisce - continuano - il perché di tanta fretta. Abbiamo notato che quando è stata manifestata l’intenzione della vendita, nel corso della commissione congiunta, anche alcuni membri della maggioranza hanno siano rimasti scettici. Facciamo appello anche a loro, quando esprimeranno il loro voto su questa operazione in occasione del prossimo consiglio provinciale». Lazzareschi rincara: «Se l’operazione andrà in porto, decreterà il fallimento del mandato di Baccelli».
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