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Vanessa è viva ed è in Sicilia

Vanessa è viva ed è in Sicilia

L’impiegata scomparsa 50 giorni fa ha fatto un prelievo di soldi da un bancomat: indagini a una svolta

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LUNATA. Vanessa Rosi è viva. E si trova in Sicilia. A cinquanta giorni dalla scomparsa, la trentaseienne di Pinete ha finalmente lasciato una traccia. Che fa sperare i familiari e che convince ancora di più gli inquirenti che il suo è stato un allontanamento volontario, i cui motivi sono al momento oscuri. Dopo settimane di indagini, i carabinieri, coordinati dal pm fiorentino Leopoldo De Gregorio, hanno scovato la traccia che cercavano: Vanessa ha effettuato un prelievo da un bancomat. Al momento non è chiaro quanto e in quale città: su questo gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Ma il prelievo c’è stato.

Ed è la conferma che Vanessa è viva. Ma le indagini non si fermano. Anzi. In queste ore i carabinieri stanno lavorando per individuare lo sportello bancario dove la Rosi, che lavora all’agenzia Bei Viaggi di Lunata, ha effettuato il prelievo. Quando sarà chiaro questo – anche attraverso il supporto dei colleghi siciliani – visioneranno le immagini eventualmente riprese dalle telecamere del circuito di videosorveglianza, per capire se è stata – come appare probabile – la stessa Vanessa a recarsi al bancomat, se era da sola o in compagnia di qualcuno. L’operazione risalirebbe ad alcuni giorni fa e finora anche i familiari, ne erano stati tenuti all’oscuro, proprio per cercare di arrivare alla donna senza destare troppo clamore. I carabinieri per chiudere le indagini devono infatti assicurarsi che quello di Vanessa sia un allontanamento volontario: una certezza che può essere data soltanto dal colloquio con la diretta interessata. Ecco perché le indagini vanno avanti.

Toccherà poi a lei, se e quando vorrà, spiegare i motivi del suo gesto al padre Moreno, alla mamma Cinzia, al compagno Fabrizio Panattoni e a tutti coloro che stanno vivendo settimane da incubo, compresi i colleghi dell’agenzia Bei Viaggi di Lunata.

Perché Vanessa, se davvero aveva deciso di andarsene, non aveva lasciato nessuna traccia. L’unico segnale in questo senso era quel mazzo di chiavi, comprese quelle del lavoro, dimenticato a casa. Per il resto neanche i carabinieri del Ris (Reparto investigazioni scientifiche), che hanno passato al setaccio i computer di Vanessa, quello personale e quello del lavoro all'agenzia Bei Viaggi di Lunata, erano riusciti a trovare una spiegazione al mistero. Anche dai tabulati telefonici non erano emerse indicazioni utili ai fini delle indagini. La 36enne uscì dalla sua casa di Pinete il 12 giugno scorso, poco prima delle 8 di mattina per andare a lavoro. Dove non è mai arrivata, nonostante avesse un appuntamento fissato con un cliente alle 8.50. Due giorni dopo il fidanzato aveva trovato l'auto parcheggiata vicino alla stazione ferroviaria di Pescia. Lì vicino c’è anche un convento: e i familari di Vanessa, disperati e decisi a togliersi ogni dubbio, hanno bussato alla porta per capire se la donna si era rifugiata lì.

Poi, nonostante gli appelli lanciati dai familiari, che si era rivolti anche alla trasmissione tv “Chi l’ha visto?” e le indagini, di Vanessa non si è più saputo nulla. La donna, che abita con il compagno in via della Bigattiera a Pinete, nel comune di Fucecchio, proprio a fianco dei suoi genitori, nei mesi scorsi avrebbe commesso alcuni errori nella contabilizzazione di pacchetti turistici, dai quali però non avrebbe tratto vantaggi economici e che non avrebbero comportato nessun danno per i clienti dell’agenzia Bei Viaggi. Lo stress causato da questo errore potrebbe essere tra le concause alla base della decisione di Vanessa di tagliare i ponti con tutti e di non rispondere neanche agli appelli disperati lanciati dai genitori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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