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Ciardella, 79 posti a rischio Il Comune: incontriamoci

 Ciardella, 79 posti a rischio Il Comune: incontriamoci

Borgo a Mozzano, l’azienda che produce pellicole per imballaggi industriali è stata invitata dalla commissione lavoro a un confronto ma non si è presentata

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BORGO A MOZZANO. C’è preoccupazione per le sorti di 78 lavoratori del gruppo Ciardella (a cui appartiene anche Teca spa), azienda specializzata nella produzione di film tecnici e termoretraibili per l’imballaggio industriale e alimentare situate in località Socciglia. La situazione di difficoltà che vive l’azienda è emersa nel corso del consiglio comunale di mercoledì sera quando il consigliere Elena Ghiloni, presidente della commissione speciale lavoro, sociale e pari opportunità, ha portato tutto il consiglio a conoscenza della situazione.

«La commissione lavoro – ha affermato Elena Ghiloni - ha inviato una lettera nella quale chiedeva la disponibilità della proprietà affinché partecipasse a un incontro per capire quale fosse la situazione dell’azienda e quale il suo progetto futuro. Anche tutti i gruppi consiliari hanno ricevuto l’invito, ma questa disponibilità dall’azienda non è mai arrivata. Siamo quindi passati a invitarla a un incontro fissato il 1º agosto alle 17.30, aperto anche alle rappresentanze sindacali e alla Provincia. L’azienda però non si è presentata e questo ci fa capire la volontà della proprietà di non volersi confrontare. La situazione difficile che vive ci viene segnalata dai dipendenti con preoccupazione, anche perché tra i due gruppi sono 78 dipendenti totali. Desidereremo che fosse la proprietà a informarci della situazione. Finora non è stato possibile).

Secondo le ultime notizie giunte all’amministrazione, «tutti i dipendenti - dice ancora Elena Ghiloni - sono a casa, in ferie fino a 27 agosto. Ma sappiamo che nei locali della Teca e della Ciardella c’è affisso un foglio con scritto che dal 6 agosto è finita la produzione del gruppo aziendale. Era previsto il subentro di una finanziaria svizzera-pisana ma pare che ancora non sia stato raggiunto l’accordo. Questa nuova società doveva partire dal 10 agosto ma secondo le informazioni che abbiamo non sembra stia per partire e non sappiamo il perché. L’azienda avrebbe chiesto la disponibilità di un gruppo di 23 “volontari” a lasciare l’azienda perché la nuova proprietà non sembrava disponibile ad assumere tutti gli attuali dipendenti. I sindacati si sono concentrati sulla ricerca di un accordo economico tra l’azienda e i “volontari” e si è perso un po’ di tempo sulla determinazione della cifra da elargire a queste persone per farle uscire volontariamente dall’azienda, ma credo che l’accordo sulla cifra non sia stato ancora raggiunto. Non sappiamo nulla rispetto al progetto, al piano aziendale e al destino dei dipendenti dei due gruppi. Credo però che Ciardella abbia un obbligo di confronto almeno con il consiglio comunale; l’invito della commissione è l’invito di tutto il consiglio».

Luca Meconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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