Il Tirreno

Lucca

Addio tra lacrime e applausi

di Flavia Barsotti
Addio tra lacrime e applausi

Ai funerali di Luigi Del Chierico toccante messaggio della figlia: «Eri un grande uomo, ti voglio bene»

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LUCCA. La chiesa della Misericordia è gremita. Molti non trovano posto a sedere, altri decidono di attendere fuori. Ma sono tutti lì, per dar l’ultimo saluto a Luigi Del Chierico e stringersi intorno alla sua famiglia. Tanti i fiori sull’altare, le firme degli amici che si susseguono sul libro all’entrata.

Colpisce la sfilata delle generazioni a confronto: dai compagni dei figli, alle insegnanti e agli allievi della madre, pure lei docente, fino ai titolari dei negozi lucchesi, a chi condivideva con lui la passione per la corsa, passando per i colleghi della Confcommercio, Ademaro Cordoni e Rodolfo Pasquini. si sente.

«E’ morto come avrebbe voluto morire» dice ancora qualcuno là dietro fra la folla. Davanti siede invece la famiglia: il figlio Nazario è al centro fra la madre e la sorella minore Brigida.

Adesso è lui l’uomo di casa e lo si capisce dalla compostezza e dalla dignità con cui assiste alla cerimonia. Si guarda intorno e poi si posa sulla mamma. La squadra, quasi a volersi assicurare che stia bene e soffiandole in viso, le scompiglia i capelli.

Lei si volta, gli sorride e ringrazia. La sua forza è tutta lì, in quei due ragazzi seduti a fianco a lei che ogni tanto abbassano lo sguardo per nascondere un’emozione.

«Quando si incontra la morte di una persona cara – inizia don Malanca – si aprono delle ferite che a volte non si rimarginano più. Il consiglio che mi sento di dare è di seguire la luce che ci viene dall’alto».

Eppure, gli occhi velati di Brigida sono tutti puntati su quella bara al centro e continuano a chiedersi il perché. Un dolore che spinge dentro e scarica stringendo le mani della sua famiglia mentre recita il Padre Nostro. Uniti nel celebrare, non la morte, ma la vita di chi è stato per loro un esempio. E’ questo, in fondo, che avrebbe voluto Luigi. Era proprio lui infatti che, solo pochi giorni fa, commentando con Federico Lanza l’attuale crisi economica diceva: «E’ veramente dura, ma c’è anche chi sta peggio. Prima o poi la bufera passerà».

Ed era così Luigi ed è anche per questo che il collega Lanza ricorda che «per il suo ottimismo e il suo sorriso ci mancherà tanto».

E’ alla fine quando la figlia e Brigida sale sull’altare per leggere un suo messaggio che tutta la chiesa si commuove: «Arrivederci papà, eri un grande uomo. E se non ci fossero state abbastanza occasioni, siamo qui per dirti che ti vogliamo bene. Io ti voglio bene».

Esplode spontaneo e fragoroso l’applauso: quello di chi si ritrova nelle sue parole e quello fiero della mamma. E’ allora che anche Nazario si scioglie in qualche lacrima e piegato su se stesso, osserva dal basso, immobile, ma compiaciuto, la sorellina. Si alzano gli amici, si alzano i colleghi e anche Simonetta. La abbraccia con tutto l’amore e la forza orgogliosa di una mamma che sa di avere fatto, con quel marito, proprio un bel lavoro. Quando il feretro esce, è un amico a gridare “Ciao Luigi”. E tutta piazza della Misericordia batte le mani per lui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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