Il Tirreno

Lucca

Via del gusto tra il fosso e il Carmine

di Rossella Lucchesi
Via del gusto tra il fosso e il Carmine

Un progetto per creare un percorso gastronomico e artigianale con ristoranti e attività che rischiano di scomparire

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LUCCA. Il progetto è quello di una via del gusto e della tradizione, di un percorso che si snoda fra la caratteristica via del Fosso, il Museo L.u.c.c.a. di arte moderna e il vecchio mercato del Carmine.

Dove riproporre i piatti lucchesi di una volta e attività che stanno scomparendo, come la bottega del fabbro e quella del cestaio, il restauratore dei mobili e il tipografo, la lavorazione di stoffe e di sete.

Un’idea che lo ha convinto così tanto al punto da decidere di trasferire il suo ristorante dal verde delle colline di Gattaiola al centro della città, nei locali di un’altra attività storica, chiusa da anni:la lavanderia Verciani, quella che si occupò della pulitura degli abiti del pontefice in occasione della visita a Lucca di Giovanni Paolo II.

Protagonista, promotore di questo progetto, che tende a rivitalizzare una porzione importante del centro storico, è Stefano De Ranieri, presidente dei ristoratori di Confesercenti e titolare del Mecenate, appunto il locale che da maggio ha occupato gli spazi dell’ex lavanderia, mantenendo lo stenditoio di legno per i tessuti, la grande centrifuga oggi trasformata in lampadario e la scala dei colori di stoffe e sete racchiusi dentro una cornice.

Fino a pochi decenni fa via del Fosso era infatti nota soprattutto per locali e botteghe artigianali che col tempo e con l’avvicendarsi delle moderne catene sono praticamente scomparse, lasciando un vuoto nella comunità lucchese, tradizionalmente legata alle antiche attività di “prodotti fatti a mano”.

Un sonno che presto potrebbe avere un felice risveglio, grazie all’impegno di esercenti e cittadini decisi a sottoporre all’amministrazione comunale un grande progetto di rivalutazione che dovrebbe contribuire a rilanciare un quartiere che negli ultimi tempi è meta di un continuo andirivieni di turisti, attratti dal suo indiscutibile fascino.

L’ambiziosa proposta è in sostanza la nascita di un percorso artigianale e del gusto che mira ad estendersi a tutta la zona, includendo il Mercato del Carmine, la cui destinazione giace da anni sul tavolo delle istituzioni in attesa di decisioni concrete.

Un polo artigianale-gastronomico con offerte diversificate per ogni attività che di fatto è già in atto con la recente apertura - dopo Mecenate - del locale all’interno del museo Lu.c.c.a. cui, entro l’anno, si aggiungerà un nuovo esercizio di ristorazione che sorgerà nei locali dell’ex circolo Lampadiere.

E a macchia d’olio la rinascita di attività artigianali come produzione di stoffe e sete, impagliatura di sedie, fabbri, tipografie e restauro di mobili che hanno caratterizzato la tradizione della città.

Un progetto di largo respiro che darebbe nuovi impulsi economici, offrendo al tempo stesso opportunità lavorative a tanti giovani che “a bottega” potrebbero imparare un mestiere, consentendo così a Lucca di mantenere le proprie caratteristiche.

Intanto il locale di De Ranieri (che si è portato dietro tutta la clientela) continua a essere meta di personaggi celebri del mondo dello spettacolo. Come il poliedrico attore di cinema e teatro Carlo Monni, grande amico del titolare che spesso intrattiene il pubblico con divertenti performances.

Ma anche Francesco Guccini, Paolo Hendel e Massimo Ceccherini per citarne alcuni che, insieme a Roberto Vecchioni, Elio e le Storie Tese, Ornella Vanoni e il regista Bernardo Bertolucci hanno scelto i piatti semplici della cucina lucchese proposti dal locale.

Molto apprezzati anche dalla cantante Norah Jones che, a sorpresa, tra lo stupore dei presenti, è arrivata dopo la fine del suo concerto al Summer Festival insieme a tutta la troupe. E la sera successiva si è ripresentata per cenare e brindare al suo prossimo ritorno a Lucca, forse in veste di turista.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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