La manifestazione
Medicinali senza nome perplessi i farmacisti
LUCCA. Il medico sarà obbligato a indicare esclusivamente il principio attivo del farmaco necessario al paziente. Al quale questo spetterà valutare se acquistare il generico o quello di origine,...
LUCCA. Il medico sarà obbligato a indicare esclusivamente il principio attivo del farmaco necessario al paziente. Al quale questo spetterà valutare se acquistare il generico o quello di origine, fatta eccezione per gli affetti da patologie croniche. Qualora il medico voglia invece indicare sulla ricetta il nome di un farmaco specifico, non sostituibile con quello generico, dovrà motivare la scelta con le ragioni di tale preferenza. Sono queste le novità discusse in Senato e che entreranno in vigore fra pochi giorni, non appena pubblicate sulla Gazzetta ufficiale. Ma i farmacisti della nostra città si dicono dubbiosi. E' quanto emerge infatti dagli addetti al settore che evidenziano la perplessità di molti clienti all'acquisto di un farmaco generico.
«Esistono due categorie di persone - spiegano dalla farmacia Mazzorini di via delle Tagliate a San Donato -. La più vasta è quella di coloro che preferiscono il marchio perché non ripongono abbastanza fiducia negli effetti del generico, ma ci sono anche quelli che per risparmiare scelgono il secondo tipo». «Quando consigliamo il medicinale generico molti acquirenti restano titubanti - affermano e dalla farmacia Contucci di Borgo Giannotti - nonostante che adesso qualcosa si stia muovendo. E infatti ultimamente ci è stato domandato il generico, a prezzo inferiore rispetto al farmaco di origine, per risparmiare in temi di crisi». Ma, dicono i farmacisti lucchesi, l' impatto che un cambiamento simile potrebbe avere sugli anziani è forte. «Molti dei nostri clienti hanno infatti difficoltà a sostituire un prodotto con un altro o a modificare la terapia» sostengono alla Melosi di via Roma. E del resto, sono frequenti gli anziani che memorizzano il medicinale in base al colore della scatola o alla forma della compressa e una variazione potrebbe indurli in errore, considerando anche il numero elevato di marche che distribuiscono lo stesso farmaco generico, la cui scelta è a discrezione del farmacista. «Da questo maxiemendamento - spiegano inoltre dalla farmacia Melosi e dalla Mazzorini - lo Stato e le Regioni non avranno alcun risparmio: sostanzialmente la situazione non cambierà». Infatti il Servizio sanitario copre soltanto il prezzo del farmaco generico, mentre la differenza per l'acquisto di quello a marchio è esclusivamente a carico del cliente tramite il pagamento del ticket. E' d'accordo Loredano Giorni, dirigente settore politiche del farmaco innovazione e appropriatezza della Regione che afferma: «L'obiettivo di questa legge è invogliare il cittadinoi a risparmiare facendo crescere il commercio del farmaco generico che in Italia sfiora soltanto il 15%. Ma è una manovra maldestra: il mercato non si regola attraverso imposizioni, ma con la cultura e il convincimento».
Flavia Barsotti
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