Il Tirreno

Lucca

Crac Lucchese, un buco da 2,5 milioni

Calciatori e dipendenti dovrebbero ottenere il 60-70% del credito, per i fornitori una perdita secca

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LUCCA. Alla fine anche stavolta a fare le spese del secondo crac dell’As Lucchese Libertas 1905 - a distanza di 3 anni e 4 mesi dal primo - saranno ancora i fornitori: ristoranti, agenzie pubblicitarie e di prestazioni di servizi, aziende d’ integratori e medicinali per lo sport, pompe di benzina e persino un’emittente televisiva. Per loro - tutti chirografari che complessivamente vantano crediti per 768mila euro - le possibilità di tornare in possesso delle spettanze sono praticamente ridotte a zero.

Giocatori e dipendenti invece dovrebbero ricevere, tra due-tre anni (alla chiusura del fallimento anche se quello del 2008 targato Hadj è ancora aperto), almeno il 60% di una massa creditoria di un milione e 730mila euro.Molto dipenderà dall’introito che il curatore fallimentare riuscirà ad ottenere dalla vendita dei famosi terreni di San Donato contabilizzati per 2,2 milioni nel bilancio della Lucchese targata Valentini e Giuliani e ora messi all’asta per una cifra inferiore ai 600mila euro. Il tutto considerando che su quei terreni gravano ipoteche per oltre 760mila con il Banco Popolare. Ad oggi il dottor Murri dispone di oltre 350mila euro.

Creditori privilegiati. Il calciatore che vanta il credito da lavoro subordinato più alto è l’ex portiere rossonero Stefano Pardini con 53.494 euro, seguito da Gigio Luigi Grassi (50.262) e da Lorenzo Crocetti (30.612 in sei mesi). Per quanto riguarda i tecnici GiancarloFavarin (31.762) precede Paolo Indiani (21.336).

Calciatori. Alessandro Berti (9.797), Antonio Cardona (7.877), Dario Bova (19.812), Alessandro Marchetti (15.746), Marco Piccinni (7.877), Alessandro Galli (22.264), Enrico Pezzi (11.225), Marino Taddeucci (8.523), Claudio Lollini (28.225), Manuele Del Nero (13.338), Nicholas Costantini (11.407), Matteo Bertoli (28.916), Ivano Baldanzeddu (19.812), Emanuel Michelotti (15.908).

Tecnici, dirigenti, collaboratori. Davide Quironi (11.602), Pier Paolo Pucci (2.625), Alessandro Puccinelli (4.800), Ivano Ragghianti (2.250), Nicola Benedetti (19.084), Massimo Del Chiaro (2.625), Riccardo Guidi (10.845), Luigi Viani (7.231), Emanuele Venturelli (7.587), Maurizio Cerasa (3.490), Anna Martorana (9mila), Dino Sironi (2.250).

Altri creditori. Agenzia delle Entrate (622.151), Studio Lazzarini (2mila), Franchini e Fenili (3.955), Giuseppe Bulleri (800), Alessio Cavallini (12.620), Franco Guerra (5.962), Ma.Vi. (2.563), Simone Goti (3.119), Mauro Paolinelli (10mila).

Chirografari. Cipriano Costruzioni (580.813), Sixtus Italia (4.150), Impa spa (1.285), Camera di Commercio (553), Marco Taurino (6.055), Praxi spa (23.181), Ina Assitalia (5.700), Italtrade Brescia (13.382), Checchi area di servizio (7.083), Noi Tv (14.815), Geal (33.855), Viping (2.165), Gesam (8.533), ristorante Scusa Ameri (4.967), Orti di via Elisa (9.782), Consorzio Lucchese Bus (14.879), Marco Piccioli (8.080).(l.t.)

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