Il Tirreno

Lucca

Autostrade non paga e il notaio va dal giudice

di Luca Tronchetti

C’è l’okay del presidente del tribunale civile al decreto ingiuntivo di 36mila euro Il credito è relativo agli atti degli espropri dei terreni al casello del Frizzone

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LUCCA. Il rischio - più teorico che pratico - è vedere l’ufficiale giudiziario pignorare l’incasso al casello autostradale del Frizzone. Perché la Società Autostrade per l’Italia spa, ai primi posti in Europa tra i concessionari di costruzione e gestione di autostrade a pedaggio (3095 chilometri di rete), nonostante i ripetuti solleciti non paga un notaio lucchese che per conto della società aveva eseguito gli atti necessari per il trasferimento immobiliare conseguente ad espropriazione di terreni per pubblica utilità. Gli atti in questione riguardano gli espropri per realizzare il casello autostradale di Capannori-Porcari in località Frizzone. L’importo che Società Autostrade deve ancora versare al libero professionista, che esercita una funzione pubblica, è di 36.455 euro. Ma ad oggi, con sua grande sorpresa, quella somma il notaio lucchese non l’ha mai ricevuta. E questo nonostante i ripetuti solleciti iniziati tra la fine del 2011 e il gennaio 2012 in un periodo di gran lunga successivo al momento dei 20-30 trasferimenti immobiliari.

L’ultimo dei solleciti è datato 25 maggio a mezzo raccomandata e via e-mail. E un mese dopo il colosso autostradale invia una lettera nella quale riconosce il proprio debito e s’impegna a pagare entro il 29 giugno. Una missiva che, in teoria, dovrebbe essere risolutiva. E invece ad oggi è carta straccia. Perché a fine giugno il notaio non riceve il bonifico. E ad oggi, primo agosto, di quei 36.455 euro neanche l’ombra.

A fine giugno viste disattese le sue richieste il notaio incarica un brillante avvocato civilista lucchese di preparare la richiesta di decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo nei confronti del legale rappresentante pro tempore della Società Autostrade per l’Italia. Decreto che viene depositato in tribunale il 9 luglio scorso. E una settimana dopo il presidente della sezione civile, Francesco Mormino, letto il ricorso ordina alla Società Autostrade con sede legale a Roma e sede secondaria a Casalecchio di Reno (Bologna) di pagare entro 40 giorni dalla notifica dell’atto la somma richiesta dal notaio oltre ad interessi legali e alle spese di procedimento (1.653 euro, di cui 1.420 come compenso professionale e 233 per spese a titolo di anticipi). Cosa accadrà adesso? Se entro metà ottobre (i 40 giorni non includono il periodo di ferie giudiziarie) la Società Autostrade non ottempera all’imposizione del giudice l’ufficiale giudiziario procederà all’esecuzione forzata. In sostanza potrebbe sequestrare sino alla somma in questione (36.455 euro) il pedaggio autostradale. Magari proprio l’incasso del casello del Frizzone inaugurato nel 2008 e che ha fruttato qualche milione di euro visto che gli automobilisti non possono permettersi il lusso di non pagare la tratta autostradale.

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