Il Tirreno

Lucca

Motosega e passeggino tra gli oggetti smarriti

di Paola Taddeucci
Motosega e passeggino tra gli oggetti smarriti

In tutto 200 articoli vengono consegnati ogni anno all’ufficio preposto Soprattutto telefoni e macchini fotografiche. Anche molte bici, spesso rubate

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Dalla motosega al passeggino, dalle chiavi ai cellulari, dalle valigie alle biciclette, dai soldi ai braccialetti, dalle macchine fotografiche alle borse fino ai portafogli, qualche volta ancora con i soldi.

È lunga, colorata e divertente la lista degli oggetti smarriti che giacciono nel magazzino del relativo ufficio comunale. Sono oltre duecento all’anno, informa il responsabile: un afflusso – puntualizza - che non conosce crisi e si mantiene costante, di stagione in stagione.

Come rimane stabile la classifica degli oggetti più persi, con i mazzi di chiavi saldamente al primo posto.

Li tallonano i cellulari e le tessere, mentre tutti gli altri ritrovamenti sono meno frequenti.

L’aspetto sorprendente, poi, è che la gran parte di questo materiale, anche quello che ha un certo valore, non viene più richiesto.

«Su duecento oggetti che ogni anno arrivano a questo ufficio – informa il responsabile – in media ne restituiamo 5, al massimo dieci». I legittimi proprietari se ne dimenticano completamente, come se non li avessero mai posseduti. Smemorati fino in fondo, a dimostrare che il luogo comune “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” un fondamento, forse, ce l’ha. A cosa avrà pensato il turista distratto che ha lasciato il suo trolley, pieno di indumenti, dalle parti di via Altogradi? E l’imbianchino che non si è accorto di aver perso, nella zona del Caffè delle Mura, il suo zainetto con dentro la tuta per andare a lavorare? E chi, tra papà, mamma, nonno, nonna, zii, babysitter, era in totale confusione mentale da dimenticarsi il passeggino su una strada a San Concordio? E poi le macchine fotografiche abbandonate sui sedili del taxi o sulle panchine delle Mura, l’anello con pietra ritrovato in un negozio del centro, la borsa di tessuto contenente indumenti personali dimenticata in un ristorante.

In cima a tutto, però, ci sono le chiavi e cellulari. Inserite in portachiavi firmati ed eleganti o in rudimentali mazzi, destinate alle auto o ai portoni, a volte anche corredate da telecomando da cancello, le prime vengono perse dappertutto: nei parcheggi, negli uffici, nelle piazze, sulle Mura, nei negozi, in città e nelle frazioni.

Altrettanto diffuso il raggio di azione degli smemorati di cellulari, ai quali tra i nuovi arrivi degli ultimi tempi si sono affiancati i tablet, per cui sono apparsi nelle giacenze dell’ufficio anche lettori Mp3, iphone e consimili.

Per quanti riguarda gli oggetti più appariscenti, il discorso cambia e la distrazione c’entra ben poco.

Secondo il responsabile dell’ufficio oggetti smarriti del Comune, la motosega, un attrezzo decisamente ingombrante e difficile da dimenticare, è con molte probabilità invece il lascito di un ladro pentito.

«Sicuramente è stata rubata – dicono dall’ufficio – e poi chi l’ha presa ha cambiato idea, pensando che fosse meglio disfarsene, lasciandola per strada».

Anche le biciclette raramente sono davvero smarrite.

«Ne vengono portate poche, a dire il vero – precisa l’addetto – e sono quasi tutte rottami, ma la provenienza, normalmente, ha sempre origine da un furto. Le più belle, ovviamente, se le tengono i ladri, eccetto qualche sporadico caso. Le più brutte, invece, dopo essere state usate per un po’, vengono abbandonate».

E i portafogli? Vuoti, quasi sempre. Quando arrivano con i soldi ancora dentro, è un evento.

«Mi ricordo – conclude il responsabile – un caso recente: un portafogli intatto, con cinquecento euro in contanti al suo interno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa