Il dolore
Una coop per salvare l’Eurosak
Ventisei lavoratori hanno già aderito, l’obiettivo è chiedere al tribunale l’affittanza dell’azienda
PORCARI. E' ufficialmente nata la New Eurosak, la cooperativa di lavoratori che intende fare ripartire l'attività produttiva della storica azienda di Porcari dopo lo stop dei macchinari e la chiusura della fabbrica.
L'atto costitutivo è stato siglato nella sede della Confcooperative all'Arancio a Lucca con l'adesione di 26 lavoratori, ma altri che non potevamo essere presenti hanno delegato ed altri operai dovrebbero aderire nei prossimi giorni, in modo da arrivare almeno alla metà dei dipendenti prima del fallimento (circa una quarantina su 76).
La costituzione sarà formalizzata davanti ad un notaio. «L'obiettivo è rilevare l'azienda in affittanza e chiedere al giudice delegato del Tribunale fallimentare di Lucca la gestione provvisoria già a partire dal mese di agosto e riprendere l'attività produttiva – spiega il direttore di Confcooperative, Roberto Madrigali – e i lavoratori hanno già avviato contatti con alcuni committenti che dovrebbero portare a riassorbire gradualmente una parte degli ex operai ed acquistare materie prime per acquisire nuove ordinazioni».
A breve la New Eurosak elaborerà un piano industriale con l'indicazione dell'offerta, della sostenibilità economica e finanziaria e del piano occupazionale. La proposta sarà presentata al giudice delegato del Tribunale.
«In questa fase cruciale è fondamentale il pieno sostegno da parte delle istituzioni e delle rappresentanze sindacali – afferma Madrigali – questa è l'unica soluzione per evitare la chiusura e la cooperativa si dimostra ancora una volta una formlula attenta e capace di salvaguardare i posti di lavoro. Questo è un progetto non specuilativo che premia il coraggio e la tenacia dei lavoratori che non vogliono fare morire un'azienda storica e che può ancora avere mercato ed un futuro».
La proposta di affittanza sarà presentata già entro la prossima settimana. Sullo sfondo il braccio di ferro nelle aule dei tribunali, dove i lunghi tempi della giustizia italiana non sono compatibili con le esigenze produttive. Il 7 settembre il Tribunale di Lucca dovrà decidere sull'esecutività della sentenza della Corte d'Appello di Firenze che aveva sovvertito il giudizio di primo grado del tribunale lucchese, annullando il fallimento e riconoscendo l'omologa del concordato preventivo. Ma la sentenza non è stata riconosciuta però come immediatamente esecutiva dal Tribunale di Lucca, ricorso in Cassazione (con un'attesa di almeno un anno), seguito dalla curatela e da Conai.
I proprietari erano così tornati a Firenze per chiedere ai giudici di integrare la sentenza con un indicazione di provvisoria esecutività anche nelle more di un ricorso in Cassazione.
La Corte di Appello però si è dichiarata non competente, gelando le speranze della famiglia Colombini di tornare alla guida dell'azienda prima della pausa estiva e dei cinquanta addetti schieratisi con i proprietari. Adesso l'ennesima svolta con la New Eurosak per salvare l'azienda.
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