Sicurezza
Raccolte 400 firme per il fabbro
Si mobilita un quartiere: la bottega di Anselmo non deve chiudere
LUCCA. A San Concordio i cittadini hanno raccolto 400 firme per chiedere al Comune di aiutare Anselmo Fulceri, l’ultimo fabbro rimasto nel quartiere, una vera istituzione.
Tutti conoscono Anselmo e dal suo negozio di artigiano - aperto dal 1965 - sono usciti piccoli capolavori: meravigliosi lampadari, specchiere intarsiate, candelabri sbalzati a mano. L’Università di Pisa gli aveva perfimo proposto di eseguire dimostrazioni pratiche per gli allievi dei corsi d'ingegneria. Anselmo , nonostante problemi fisici e lutti che l'hanno colpito, non vorrebbe gettare la spugna. Gli piacerebbe insegnare ai ragazzi per non disperdere un patrimonio di conoscenze e un antico mestiere che rischia di scomparire. Ma non ce la fa a tirare avanti: i guadagni sono risicati e le tasse da pagare troppo alte.
«Guadagno 200-250 euro al mese - diceva mesi fa l'artigiano - a fronte di spese vive (luce, gas, affitto) che superano abbondantemente i mille euro euro».
Un quartiere intero si è mobilitato per aiutarlo. Le quattrocento firme raccolte verranno portate in Palazzo Orsetti, chiedendo che queste, e la lettera allegata, vengano presentate direttamente sul tavolo del sindaco. I cittadini chiedono che il patrimonio di esperienza di Anselmo non vada perduto. Una proposta è quella di impiegarlo come formatore in corsi professionalizzanti per giovani. Un maestro come lui, nel suo settore, saprebbe insegnare bene la sua arte a volenterose nuove generazioni.
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