Il Tirreno

Lucca

I FUNERALi DELLA COMMESSA

Dolore e lacrime per Isabella

di Flavia Barsotti
Dolore e lacrime per Isabella

Lo strazio della mamma: «Volevo vederti vestita da sposa»

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LUCCA. Si legge il dolore sui volti di chi attende seduto sugli scalini della chiesa di San Michele l’arrivo del carro funebre. Sulle vetrine di alcuni negozi è appeso il cartello che ne annuncia la chiusura per permettere alle commesse di partecipare ai funerali di Isabella Bertolini e così, anche la cuoieria fiorentina di via Fillungo, dove lavora il fidanzato Lorenzo, lo espone in bella vista. Poco lontano, in piazza Scalpellini, spicca l’ annuncio “chiuso per lutto” del negozio Degortes, dove lavorava Isabella. Le colleghe sono tutte lì, in quella chiesa, per darle l’ultimo saluto. Tanti i girasoli, tanti i fiori colorati e i nastri.

“Come te nessuno mai” si legge. E tante, tantissime foto come quelle su quel cuore bianco che la ritraggono felice insieme a Lorenzo. Le immagini delle gite con il gruppo, delle serate con le amiche, e quelle che la raffigurano a nuotare nel mare, quello stesso mare che l’ha inghiottita solo pochi giorni fa. Tutte insieme a raccontare di lei, della vita di una ragazza qualunque stroncata da un destino prematuro. Ma è il pianto spezzato della mamma a rompere il silenzio della chiesa. Percorre la navata, abbracciata ai familiari e si abbandona allo strazio. «Volevo venire al matrimonio – si sente – volevo vederla vestita da sposa». Dietro di lei c’è Lorenzo.

Capelli neri a coprire il viso e occhiali grandi, gli stessi che indossa nelle fotografie con la sua Isabella. Si siede fra gli amici. Lo sguardo è fisso, i respiri profondi e cadenzati. Non si volta indietro, Lorenzo, ma ricambia ogni tanto l’abbraccio di un amico. «E’ sempre difficile parlare della morte – inizia Don Agostino – e lo è ancor di più in una situazione come questa. Ma spetta a me donarvi frasi di conforto». Legge così le parole di un padre: «Nel giorno in cui un figlio scompare – dice – siamo persone mutilate». Tutto è fermo. E allora Lorenzo parla attraverso Don Agostino «lei colorava la vita» dice. E la mamma si volta, quasi a cercare gli occhi di quel ragazzo. «Isabella ha dato vita ai miei giorni». Ed era così, Isabella. Lo si capisce anche da quel biglietto che scrisse in occasione della sua cresima e che Don Agostino ripropone. Alla fine nell’ultimo applauso è racchiuso l’amore senza tempo di chi la porterà per sempre con sé.

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