Attenzione
Deroghe a 2 locali, il resto chiude all’una
Regole comunali in contrasto col decreto Monti. Bar e ristoranti attendono l’inizio del confronto con l’amministrazione
LUCCA. Deroghe particolari ce l’hanno solo la pizzeria One Penny, su viale Luporini e il bar Nelli, su viale Europa. Per tutti gli altri (fuori e dentro il centro) gli orari di chiusura notturni sono identici: l’una i giorni feriali, le due nel week-end. Deroghe speciali riconosciute, diversi anni fa, a locali che da sempre osservano orari notturni prolungati e che ora è difficile ottenere, come testimonia il caso del Mc Donald’s che si è visto negare il prolungamento di orario alle 2 nei feriali e alle 3 nel fine settimana.
Il regolamento comunale sui pubblici esercizi (noto anche per la polemica sui ristoranti etnici, kebab in primis), fissa limiti precisi, accolti con poca simpatia dai gestori dei locali. «Abbiamo deroghe – spiega Jonny Vangelisti del Penny – che ci furono date dal Comune anni e anni fa. Una volta la chiusura era alle cinque del mattino, poi ci sono state delle restrizioni e ora chiudiamo alle due di notte durante la settimana e alle tre nel fine settimana. Volendo potremmo fare come il bar Nelli che fa un’ora di chiusura notturna prima di riaprire, ma nel nostro caso non ha molto senso. Essendo una pizzeria ci conviene chiudere direttamente, perché abbiamo un flusso diverso rispetto a un bar».
Sul regolamento comunale qualcosa da dire hanno anche le associazioni di categoria, Confesercenti e Confcommercio, che aspettano la convocazione di un tavolo di confronto da parte del Comune per discutere le questioni più scottanti in sospeso. Tra queste l’orario di chiusura dei pubblici esercizi occupa uno spazio di primo piano.
«Il regolamento comunale – spiega Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti – vige da anni. Su questi temi ci siamo già confrontati con l’amministrazione e aspettiamo nuovi tavoli di discussione. La questione degli orari è sensibile: da una parte la categoria che vorrebbe dare un servizio più esteso ai consumatori e dall’altra l’amministrazione deve mediare con le istanze presentate dai residenti. Per questo è opportuno un tavolo di confronto: ne abbiamo già parlato con l’assessore Giovanni Lemucchi e l’impegno è di convocarlo per fine agosto, primi di settembre».
Sul piatto c’è anche la legge sulle liberalizzazioni, in vigore dal settembre 2011 che concede un anno di tempo agli enti locali per adeguarsi alle disposizioni previste. «Per quanto riguarda la legge sulle liberalizzazioni – continua Pasquini – è in atto una querelle tra Regioni e Stato su chi deve decidere in materia di commercio. Noi crediamo che la liberalizzazione vada governata ai livelli locali e che sarebbe opportuno prevedere una liberalizzazione estesa a tutto il settore». «Quella degli orari è un’annosa questione – dice Endro Luchi, presidente pubblici esercizi di Confcommercio – c’è tutta la diatriba con i residenti di cui il Comune deve tenere conto. Il regolamento comunale è frutto di una mediazione. Ci vedremo con Lemucchi per discutere più questioni rimaste in sospeso, compresa la liberalizzazioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
