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Basta guerre con i ristoratori L’Antitrust dà ragione a noi

Basta guerre con i ristoratori L’Antitrust dà ragione a noi

LUCCA. Non ci stanno i titiolari dei negozi di vicinato a essere definiti perdenti nella diatriba contro i ristoratori riguardo la possibilità di utilizzare, anche loro, piani di appoggio e tavoli...

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LUCCA. Non ci stanno i titiolari dei negozi di vicinato a essere definiti perdenti nella diatriba contro i ristoratori riguardo la possibilità di utilizzare, anche loro, piani di appoggio e tavoli per consumare i cibi preparati. E a conforto della loro tesi mostrano la risposta dell’Antitrust al quesito da loro sollevato mesi fa.

Nel parere reso, l’Antitrust citava una circolare del 2006 (numero 3603/c) del ministero dello Sviluppo economico secondo la quale è «ammissibile ... l’utilizzo negli esercizi di vicinato di piani di appoggio di dimensioni congrue all’ampiezza e alla capacità ricettiva del locale, nonché la fornitura di stoviglie e posate a perdere». E, sempre l’Antitrust, supportava il proprio parere spiegando che «la circolare - se da un lato ha escluso che negli esercizi di vicinato possa essere ammesso il servizio assistito, dall’altro non ha espressamente vietato che il consumo sul posto possa svolgersi attraverso l’utilizzo di sedute».

Ecco perché, come spiegano i negozi di vicinato, rappresentati da Roberto Isola (presidente della categoria in Confcommercio) i paletti all’utilizzo del suolo pubblico, per i negozi di vicinato, non esistono. E rimandano al mittente, il presidente provinciale di Fipe (federazione dei pubblici esercizi di Confcommercio) Benedetto Stefani, l’etichetta di “perdenti”. Oltretutto, sostengono, «Fipe aveva presentato ricorso al Tar contro il parere dell’Antitrust. Che non ci risulta si sia concluso».

L’altro aspetto contestato dagli alimentaristi riguarda il fatto che le prescrizioni nei loro confronti riguardo tavoli e appoggi per consumare i cibi nascono da un regolamento comunale «superato dal decreto sulla liberalizzazione del governo Monti, secondo il quale gli enti locali hanno un anno per adeguarsi ai suoi contenuti. L’anno sta per scadere - dice ancora Isola -. E credo che non sia utile continuare a farsi guerra in casa. Sono lieto piuttosto che l’amministrazione ora in carica abbia già capito il nuovo scenario che si prefigura. Attendiamo di sederci al tavolo che sarà convocato a settembre dal Comune per parlare di tutte le novità». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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