Il dolore
A una ragazza mezzo milione dalla Snai
Il giudice obbliga la società di Porcari a pagare la vincita: la somma è già stata pignorata in alcune banche
LUCCA. Tot capita, tot sententiae. Una locuzione latina che letteralmente significa “Quante sono le teste, altrettanti sono i giudizi”. Un detto che ben si addice a quanto avvenuto l’altro giorno al tribunale di Lucca in relazione a una delle tante richieste risarcitorie milionarie da parte dei giocatori nei confronti della Snai di Porcari. Istanze riferite al guasto tecnico del 16 aprile scorso alle slot machine video lottery delle varie sedi nazionali della più importante agenzia di scommesse d’Italia. Dopo 100 giorni per la prima volta uno dei “presunti vincitori” riesce a mettere le mani su un bel gruzzolo: 500mila euro, l’importo massimo che può essere pagato per le video lottery, almeno stando al regolamento approvato dall’agenzia nazionale dei giochi d’azzardo.
La fortunata in questione è una ragazza originaria di Salerno e che da poco ha compiuto i 18 anni. Davvero un regalo di compleanno inatteso per la studentessa assistita dagli avvocati civilisti Domenico Manzo di Salerno e Stefano Leuzzi di Lucca.
Una vittoria resa possibile attraverso un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo rilasciato dal tribunale di Salerno. E di fronte a un pignoramento presso terzi di mezzo milione con provvisoria esecutività il giudice delle esecuzioni mobiliari, il dottor Giulio Giuntoli, non ha potuto far altro che dare l’okay al pignoramento della somma presso alcune banche lucchesi nonostante l’opposizione dei legali della Snai. Pignoramento che avverrà la prossima settimana con la studentessa che potrà entrare in possesso del denaro entro metà agosto se non addirittura prima.
I fatti. Quel pomeriggio del 16 aprile 2012 alle 15,30 la ragazza stava giocando a una slot machine in un centro Snai della provincia di Salerno quando improvvisamente s’illumina il terminale, parte il jingle “complimenti hai vinto il jackpot” e fuoriescono un biglietto che reca la dizione “avete vinto incassare il denaro dal cassiere”.
L’importo? Oltre 9 milioni e mezzo. Roba da infarto. Ma dal sogno alla realtà il passo è breve. Il centro Snai campano non riconosce la vincita milionaria. E così la sede legale di Porcari. L’agenzia di scommesse invoca il guasto alla piattaforma elettronica gestita dalla Barclest società inglese che fornisce tecnologia alla Snai. Un problema sul circuito internazionale tanto che il fenomeno è stato registrato contemporaneamente in gran parte della rete delle macchinette e ha portato l’agenzia di scommesse a bloccare i videoterminali e a sostituirli.
L’ordinanza. Delusa, ma per niente rassegnata, la studentessa con l’appoggio dei genitori si rivolge al suo avvocato che ottiene, primo caso in Italia, dal tribunale civile di Salerno un decreto ingiuntivo con provvisoria esecutività sino all’importo di 500mila euro.
E l’ordinanza del tribunale civile campano viene trasmessa nei giorni scorsi al giudice dell’esecuzione mobiliare per il pignoramento dell’importo. Un’ordinanza che fa discutere perché ritiene fondata la sussistenza del pericolo che l’agenzia delle scommesse più importante d’Italia possa sottrarsi al pagamento dell’importo alla fine di una causa civile.
Pronunciamento sfavorevole. E dire che venti giorni fa proprio il giudice civile Giulio Giuntoli aveva respinto una richiesta di sequestro conservativo presentata dal legale di un giocatore in provincia di Pisa che, sempre il 16 aprile, a un punto Snai di Livorno aveva vinto 494.123 euro alle slot. Il giudice aveva motivato il mancato sequestro affermando che il biglietto non è un titolo di credito, come per esempio un assegno, e non basta che esca dalla macchinetta con un importo determinato affinché il gestore paghi puntualmente. Un ragionamento diametralmente opposto a quello del collegio campano
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