La manifestazione
Svaligiato di notte il Fly In Bar
Sfondate le slot machine 24 ore dopo il colpo andato a vuoto
ALTOPASCIO. Ritenta sarai più fortunato. Era la dicitura contenuta negli anni Ottanta all’interno di una nota marca di gomme da masticare. Un modo elegante per dire che il consumatore non aveva vinto il premio in palio, ma che con maggior costanza e acquistando altri pacchetti di chewing gum avrebbe coronato il sogno. Uno slogan mutuabile a quanto avvenuto l’altra notte nei locali del Fly In Bar di Badia Pozzeveri, il caffè che si trova nel centro del paese tra la chiesa e la scuola. Appena 24 ore prima un istituto di polizia privata era riuscito a sventare il colpo. I ladri non avevano fatto in tempo a sfondare la porta d’ingresso e se l’erano data a gambe levate prima dell’arrivo dei carabinieri avvertiti dai metronotte. Ma la costanza dei malfattori è stata premiata e nella notte tra giovedì e venerdì un commando di 5-6 uomini, con il volto travisato da passamontagna o fazzoletti che coprivano parzialmente il volto, ha dato l’assalto al bar. Armati di piccone i ladri hanno divelto l’inferriata sulla porta e sfondato le macchinette videopoker trascinandole fuori dal bar dove a colpi d’ascia le hanno aperte prelevando il contenuto: almeno 4-5mila euro. Il forte rumore proveniente dalla strada ha svegliato gli abitanti di Badia Pozzeveri, quelli che risiedono accanto alla chiesa. Dalle loro finestre hanno assistito alla scena e con il cellulare avvertito il 112. Dalla centrale operativa è partito l’allarme e sul posto sono andati i carabinieri del radiomobile. Ma quando i militari sono giunti sul posto il commando, udendo le sirene delle auto delle forze dell’ordine, si è dileguato attraverso i campi che si trovano dietro al Fly In Bar, un locale spesso vittima dei pendolari del crimine e soprattutto della gang delle slot machine. Oltre ai soldi contenuti nei videopoker sono stati rubati anche denaro nel registratore di cassa e alcune stecche di sigarette. Dall’inizio di luglio sono stati numerosi i colpi messi a segno dalla gang delle macchinette anche se quasi tutti avvenuti in Media Valle.
Luca Tronchetti
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