Il Tirreno

Lucca

Il Comune impone a Mc Donald’s la chiusura obbligata alle una

di Alessandro Petrini
Il Comune impone a Mc Donald’s la chiusura obbligata alle una

In epoca di liberalizzazione, viene applicata una norma che risale addirittura a cinque anni fa Il gestore del locale aveva avviato un esperimento di apertura prolungata di un’ora, subito interrotto

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LUCCA. In epoca di liberalizzazione delle leggi sul commercio, il Comune decide di applicare un articolo del regolamento sul commercio del 2007 che vieta la somministrazione di cibi e bevande dopo le ore una di notte nei feriali e dopo le due nei prefestivi.

A farne le spese è il Mc Donald’s. Per questa estate, il fast food all’uscita dell’autostrada aveva deciso in via sperimentale di allungare gli orari di apertura, avvicinandoli a quelli di esercizi analoghi in altre città italiane e straniere.

Il proprietario Pino Iacopelli aveva pure speso dei soldi per far preparare un enorme striscione che fosse visibile a tutti gli automobilista in uscita dal casello Lucca est: uno striscione grande quanto il tetto del locale che annunciava la chiusura tutte le notti alle 2 con prolungamento alle 3 nel fine settimana. «Una sorta di tentativo in via sperimentale durante il periodo estivo – spiega Iacopelli – in tutto una quarantina di giorni tra la fine di luglio e il mese di agosto con la prospettiva di valutare anche una proroga durante il periodo del settembre lucchese».

Una prova e niente più per quello che per lui è anche un servizio che si rende alla città, con tanti ragazzi che di notte cercano un panino o qualcosa da bere di ritorno da una serata con gli amici o da una festa in Versilia.

Oltretutto, al titolare del fast food l’idea era venuta vedendo che a Prato e a Firenze i Mc Donald’s stanno aperti 24 ore su 24. «Avevo letto che il decreto varato dal governo Monti aveva liberalizzato gli orari e così mi sono rivolto telefonicamente agli uffici del Comune. Un’impiegata mi ha spiegato che sarebbe bastato comunicare i nuovi orari via fax senza doversi muovere di persona. Così ho fatto e lunedì scorso abbiamo iniziato a chiudere più tardi».

L’esperimento però è durato appena due giorni perché mercoledì mattina il Mc Donald’s di viale Europa ha ricevuto un’informativa spedita dal Comune in cui si imponeva il ritorno al vecchio orario, con la chiusura all’una di notte per tutta la settimana ad eccezione del sabato (con chiusura alle due.

Un fulmine a ciel sereno per l’imprenditore che non credeva di violare alcuna regola.

«Il giorno stesso - spiega - abbiamo provveduto a togliere lo striscione e ci siamo adeguati a quanto ci ha comunicato l’amministrazione. Il prossimo anno però mi rifarò per tempo con gli uffici per capire se ci sarà la possibilità di chiudere più tardi».

Ma se a livello nazionale i locali si adeguano alla liberalizzazione di orari e servizi, a Lucca sembra che queste indicazioni non siano ancora state recepite e l’assessore allo sviluppo economico Giovanni Lemucchi spiega che l’informativa al Mc Donald’s è assolutamente legittima.

«Gli uffici non hanno fatto altro che applicare un’ordinanza del Comune in vigore dal 2007 che prevede che ristoranti e bar possano rimanere aperti fino all’una nei feriali e fino alle 2 nei prefestivi e festivi - spiega Lemucchi -. Una regola che la nuova amministrazione ha trovato e che finché sarà in vigore farà rispettare. E proprio nel rispetto del regole, se ci sono altri bar o ristoranti che rimangono aperti o danno da bere o da mangiare oltre quest’orario lo fanno a proprio rischio e sono passibili di sanzioni».

Ora però qualcosa potrebbe cambiare alla luce dei decreti sulle liberalizzazioni varati dal governo, che hanno cambiato il panorama legislativo di riferimento. Per settembre l’amministrazione ha convocato un tavolo con i rappresentanti delle associazioni di categoria in cui sarà valutato il modo in cui potersi adeguare alla nuova normativa di riferimento anche se Lemucchi ha già anticipato che il Mc Donald’s è il primo esercizio ad aver espresso l’esigenza di chiudere a notte inoltrata. «Ogni nostra decisione – conclude l’assessore – poi dovrà essere recepita dalla Regione che ha la competenza per il commercio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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