Attenzione
Turismo, visitatori in calo sulle torri
Meno 12% anche le presenze dei gruppi organizzati. Arrivano in prevalenza famiglie, per soggiorni “mordi e fuggi”
LUCCA. Regge il settore turistico a Lucca malgrado la crisi economica generale.
Gli effetti si fanno sentire anche nella nostra città, anche se in percentuale ridotta rispetto ad altre realtà.
I dati dall’inizio dell’anno ad oggi sono confortanti nonostante qualche flessione, che emerge dal raffronto fra le affluenze ai principali monumenti cittadini del giugno 2011 e del giugno 2012.
Nel giugno 2012 i visitatori della Torre Guinigi sono stati 12.740 rispetto ai 17.640 del 2011, mentre coloro che sono saliti sulla Torre delle Ore sono stati 3.321 nel giugno di quest’anno rispetto ai 3.519 del 2011. All’Orto Botanico sono stati strappati a giugno 2012 1.717 biglietti contro i 2.122 del 2011.
Rispetto allo stesso periodo del 2011 si registra un calo di circa il 12% di pullman, il che non significa però un calo di presenze perché (è sotto gli occhi di tutti) ogni giorno la città è presa d’assalto da migliaia di persone fin dalle prime ore della mattina. Con negozi e ristoranti che fanno ottimi affari in qualsiasi ora del giorno.
«Difficile fare un resoconto preciso – dice la responsabile di Itinera Luciana Menichetti – poiché molti turisti fanno parte di piccole comitive oppure sono coppie o famiglie “fai da te” che spesso non passano neppure dai punti informazione e magari trascorrono qui solo un giorno senza fermarsi per la notte. In sostanza il turismo mordi e fuggi, difficile da censire che non è esattamente quello che rientra nei nostri progetti tesi verso presenze stanziali».
Le prenotazioni comunque ci sono, anche se non si registra il tutto esaurito. «Per il pienone – dice il presidente delle piccole strutture ricettive di Confesercenti Pietro Monticelli – dobbiamo attendere il Settembre Lucchese e soprattutto i Comics». Dello stesso avviso Pietro Bonino, presidente degli albergatori di Confcommercio che auspica una ripresa grazie all’intensificarsi di turisti brasiliani, scandinavi e anglosassoni e un lento ritorno dei tedeschi, mentre lo zoccolo duro per ora sembrano essere gli americani.
Aumentati in maniera esponenziale i visitatori dei paesi dell’est Europa come Polonia e Croazia che sembrano dividersi tra la costa e l’entroterra.
Un quadro tutto sommato positivo che però sembra escludere la categoria medio bassa, più colpita dalla crisi economica. «Lucca si attesta comunque sulle prime posizioni in campo nazionale, grazie anche a una capillare campagna promozionale di marketing territoriale e ai recenti rapporti di collaborazione con la compagnia Ryanair e con l’aeroporto di Pisa», precisa Luciana Menichetti. Un punto di forza di Lucca sono i quattro punti informazione aperti tutti i giorni, con personale che parla più lingue.
Grande soddisfazione dal museo di Casa Puccini, dove dalla sua riapertura lo scorso 13 settembre, sono stati strappati oltre 25mila biglietti (13.553 dal inizio 2012). E ogni giorno la fila si allunga, con gli appassionati che nella sala Ricordi possono ammirare una ricca collezione di libretti e spartiti originali che ha sostituito il materiale finora esposto e da poco rientrato a Milano.
Dopo l’estate prenderà il via un progetto di esposizioni dedicate alle opere del Maestro, la prima sarà per la Fanciulla del West. Poi saranno ospitate mostre temporanee attingendo da archivi privati.
Lucca può dormire sonni tranquilli, «ma per quanto ancora?», si domanda il presidente di Turislucca Gabriele Calabrese preoccupato per il futuro di un settore «costruito grazie all’impegno collettivo di tante realtà che adesso rischia di crollare sotto il peso di nuove leggi. Chi sarà il capofila nella nostra regione? Quale sarà la mente capace di creare aree vaste? Calabrese si pone questi interrogativi in attesa di decisioni dall’alto. «Che - dice - non potranno arrivare solo da Toscana Promozione. A farne le spese saranno soprattutto realtà minori che verranno escluse per contenere i costi, danneggiando l’indotto e il personale che rischia una forte decimazione».
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