Il Tirreno

Lucca

Auto pagate non consegnate Tredici denunce in procura

di Luca Tronchetti
Auto pagate non consegnate Tredici denunce in procura

Nel mirino degli inquirenti la Gi.Bi.Motors di Guamo e la Tomei di Sorbano L’accusa è di truffa, ma i titolari sostengono di essere vittime di un sistema

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Una pioggia di denunce. Tredici al momento. Ma probabilmente un numero destinato a salire. Sono state presentate nell’ultimo mese alla procura della Repubblica da parte di professionisti, commercianti, imprenditori e impiegati. Con un punto in comune: l’acquisto e il pagamento di un’auto nuova. I soldi li hanno versati regolarmente, ma la macchina dopo mesi è ancora parcheggiata all’autosalone o alla concessionaria. Perché non è stata immatricolata. Acquirenti becchi e bastonati con il conto in banca più leggero e la macchina dei sogni senza targa e quindi inutilizzabile.

L’inchiesta. Le tredici denunce riguardano l’autosalone multimarche Gi.Bi.Motors di Guamo (10 casi) e la concessionaria Volkswagen Tomei Motors di Sorbano del Giudice (3 casi). Per i legali rappresentanti l’accusa è di truffa e le denunce sono state assegnate a un unico magistrato. La polizia giudiziaria dei carabinieri in servizio in procura al momento sta svolgendo accertamenti su un unico episodio - quello del medico legale che da 4 mesi aspetta la consegna di una Tiguan già pagata versando 30mila euro - anche se nei prossimi giorni potrebbe essere investita anche di altri casi.

Commercianti. I responsabili delle due aziende nel mirino della procura della Repubblica non si ritengono dei «truffatori», ma delle vittime della stretta creditizia degli istituti bancari. Concessionarie e autosaloni non riescono a pagare le vetture alle case automobilistiche perché non hanno liquidità e le banche non fanno più credito e tengono i libretti di circolazione in conformità sintanto che le ditte non rientrano nel fido. In ballo ci sono centinaia di migliaia di euro.

Un nuovo caso. L’ultima denuncia è di Riccardo Parenti, un commerciante di Toringo. Il suo avvocato gli ha già comunicato che il 26 settembre davanti al gip Alessandro Dal Torrione comparirà il venditore dell’auto indagato per truffa. Parenti racconta a «Il Tirreno» la sua odissea. La Golf 1600 prenotata e pagata 13.400 euro (aveva dato in permuta la vecchia Alfa 156 valutata 11mila 800 euro) è ancora nel piazzale della concessionaria: «A marzo mi sono presentato nei locali della Tomei Motors - racconta - e con il venditore ho stipulato l’accordo consegnando la caparra di 1400 euro con 12mila euro da versare a saldo. Il 4 maggio mi telefonano che l’auto è pronta. Nel frattempo io avevo dato indietro la mia vecchia Alfa 156. Mi dicono di attendere otto giorni lavorativi per avere l’immatricolazione. I giorni passano, ma la Golf 1600 non mi viene consegnata. Io, nel frattempo, sono senza macchina e devo prendere quella di mia suocera. Per poter esercitare il mio lavoro sono costretto a rifare il passaggio dell’auto e tornare in possesso della mia Alfa 156. Cerco di capire cosa sta accadendo e telefono anche al responsabile della Volkswagen Italia a Verona. Loro mi assicurano che rientrerò in possesso dell’auto che ho acquistato alla Tomei Motors, ma non sanno dirmi una data. Chiedo spiegazioni sul motivo del ritardo, ma quello resta sul vago. Capisco le difficoltà economiche, ma non mi sembra giusto e corretto far sborsare cifre importanti alle persone che pagano regolarmente con soldi veri e poi dovere attendere invano più di due mesi per ottenere quanto dovuto. Così ho informato l’avvocato Fusi che ha presentato un esposto-denuncia circostanziato in procura».

Giro di auto. Un’odissea anche per clienti della Gi.Bi.Motor che, stanchi di attendere la macchina prenotata e pagata, si sono rivolti con un esposto denuncia alla procura.

Dai primi accertamenti sembra che vi siano anche altri autosaloni fuori provincia (Castelfiorentino) coinvolti nella vicenda delle auto vendute, regolarmente pagate e non consegnate. La crisi economica, la stretta creditizia e la mancanza di garanzie chieste agli autosaloni e alle concessionarie dalle case automobilistiche non basta da sola a spiegare una situazione che rischia di degenerare e coinvolgere l’intero sistema di vendita delle auto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa