Sicurezza
Zone di recapito e portalettere, Poste sospende i tagli
LUCCA. Rinviata la partenza del piano di tagli delle zone di recapito su tutto il territorio provinciale. Poste ha sospeso il provvedimento al termine di un incontro convocato d’urgenza con i...
LUCCA. Rinviata la partenza del piano di tagli delle zone di recapito su tutto il territorio provinciale.
Poste ha sospeso il provvedimento al termine di un incontro convocato d’urgenza con i sindacati della provincia di Lucca e di tutte le altre province della Toscana in merito al conflitto contro l’azienda aperto il 19 luglio.
I sindacati di categoria, tra cui Slc Cgil e Slp Cisl hanno detto no al piano di tagli previsto. La Slc Cgil ha dichiarato «che il piano attualmente non dà garanzia e certezza sul futuro del servizio e dei lavoratori. L’azienda Poste ha scelto di stare sul mercato competendo solo sui costi e non sulla qualità. Adesso Poste ha come solo partner il governo dei tecnici. Si è presentata al tavolo regionale presentando unicamente le diapositive sui tagli, gli step di avanzamento e le eccedenze previste negli uffici di recapito». Che risultano, numericamente, i seguenti: 23 in Versilia, 7 nella Media Valle Garfagnana, 14 tra Capannori e Lucca in più ai 22/25 uffici «che Poste vorrà chiudere, senza essere in grado di dare una spiegazione logica e certa sul futuro dell’azienda e dei lavoratori. Grazie alla mobilitazione del sindacato che proseguirà con una serie di agitazioni sul territorio è rinviato ulteriormente la partenza degli step di tagli delle zone di recapito - continua la Slc Cgil -. I lavoratori rispetteranno rigorosamente le regole e non effettueranno sostituzioni non dovute per le ferie estive, le maternità e le lunghe assenze oltre i venti giorni».
Intanto, sulla scia dell’incontro che si è svolto il 23 luglio a Palazzo Ducale, la Slc-Cgil «chiede anche alla politica di essere solidale con la battaglia del sindacato, contro l’arroganza di un’azienda e contro l’incompetenza del suo management aziendale. Poste è l’azienda più grande in Italia con il più alto numero di dipendenti ed è dal 1998 in continua ristrutturazione e la politica non ha mai posto la giusta attenzione verso quei processi che non stavano andando nella direzione giusta e cioè nel mantenimento dei servizi di qualità offerti al cittadino. La mobilitazione e la vertenza adesso prosegue a livello nazionale», chiude il sindacato, annunciando l’apertura del conflitto contro l’azienda a livello nazionale.
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