Il Tirreno

Lucca

Trasparenza obbligata per i cda delle partecipate

di Alessandro Petrini

I rappresentanti del Comune, se membri di società segrete, devono dichiararlo Un assessore invece non è costretto a rivelare la sua appartenenza

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LUCCA. I membri di Massoneria, Opus Dei e altre società segrete sono avvertiti.

Se saranno nominati dall’amministrazione comunale nei consigli di amministrazione nelle aziende partecipate dovranno dichiarare la propria appartenenza alle società. Mentre non saranno tenuti a comunicazione alcuna in merito se diventeranno assessori e faranno parte della giunta.

Questa la scelta adottata dal consiglio comunale, risultato di una serie di emendamenti presentati da Pietro Fazzi (Per Fazzi) all’atto di indirizzo per la nomina e designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni.

L’ex sindaco infatti aveva rispolverato in modo provocatorio un emendamento presentato nel 2000 dal centrosinistra, che - all’epoca - era all’opposizione, in cui chiedeva che i nominati nelle aziende comunali fossero «tenuti a dichiarare espressamente la propria non appartenenza ad alcuna associazione segreta dovendosi intendere con tale definizione quelle che pur apparendo come palesi, occultano le loro finalità ed attività sociali, ovvero rendono sconosciuti, in tutto o in parte i soci e svolgono attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale».

Un tentativo di provocazione rispedito al mittente da parte della maggioranza che ha scelto di votare in maniera compatta l’emendamento mentre Fazzi, che già dodici anni fa si era dichiarato contrario, ha optato per la via dell’astensione. Peccato che poi la stessa maggioranza ha bocciato il successivo emendamento, sempre presentato da Fazzi, in cui si chiedeva che queste prescrizioni fossero estese anche agli assessori. In più è stato respinto anche un altro emendamento che prevedeva di comunicare eventuali appartenenze a partiti o movimenti politici. «E’ stata tutta una mossa strumentale dell’opposizione – spiega il capogruppo del Pd Francesco Battistini – per questo abbiamo risposto in maniera compatta e successivamente abbiamo preferito non prestare il fianco ad altre provocazioni». Il risultato però è che in questo modo si è creata una disparità tra posizioni piuttosto simili. Ma i mal di pancia non sono mancati anche nell’opposizione se addirittura i due rappresentanti del Pdl, Marco Martinelli e l’ex presidente di Geal Mauro Macera, hanno chiesto di uscire dall’aula al momento del voto. Una semplice astensione sull’emendamento non bastava «perché – come ha spiegato Martinelli – per noi questa era una disposizione del tutto discriminatoria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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