La manifestazione
L’ex driver: «Non servono tanti cavalli per divertirsi»
LUCCA. Claudio Riccardi , presidente di Gesam, è un ex pilota, principalmente di rally, e ha corso con Fiat, Opel, Alfa Romeo, Citroen, A112 e Talbot negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Una...
LUCCA. Claudio Riccardi , presidente di Gesam, è un ex pilota, principalmente di rally, e ha corso con Fiat, Opel, Alfa Romeo, Citroen, A112 e Talbot negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Una certa esperienza, quindi, ce l’ha. Secondo lui, le vetture da rally dovrebbero avere meno cavalli.
«La tragedia di Lucca – ci ha scritto Riccardi – mi ha veramente scosso. Sono stato più volte sul luogo dell'incidente e ritengo ci sia bisogno di dare una svolta radicale ai regolamenti, per limitare i rischi dei piloti e del pubblico, ma anche per far sopravvivere questo meraviglioso sport, dove c'è un mix di sentimenti e valori. Il rally deve continuare ad esistere, perché lascerebbe un vuoto incolmabile per tutti, dai piloti ai molti appassionati. C’è un “ma”. Non si può continuare ad esasperare le auto permettendole sempre più potenti, più leggere, più costose. Anche ai miei tempi non sono mancati tragici incidenti con potenti Gruppo 4 e Gruppo B».
Secondo Riccardi bisogna limitare la potenza. «Penso che per i rally – prosegue – l'ideale sarebbe avere tutte le sicurezze di oggi ma con vetture con prestazioni ridotte. Non servono, per divertirsi, 300 cavalli. Ne basta anche la metà. Questa tragedia potrebbe inoltre aprire il capitolo delle energie alternative in sostituzione della benzina/gasolio, con le gare che potrebbero essere addirittura un banco di prova per trovare minori consumi e tecnologie avanzate nella sicurezza e nella riduzione dei costi di gestione. Per non far morire questo meraviglioso sport oggi è doveroso fare subito qualcosa».
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