Italia
Bergamini sulla vetta talebana
Venerdì la partenza per il Pik Lenin, tra l’Afghanistan e l’ex Unione Sovietica
LUCCA. L'alpinista Riccardo Bergamini, socio della sezione Cai di Lucca, è di nuovo in partenza per un'altra avventura.
Venerdì prossimo, 27 luglio Bergamini, alla sua quinta spedizione extraeuropea, partirà per la catena montuosa del Thien Shan. L'obiettivo principale della sua nuova spedizione sarà il Pik Lenin, montagna alta 7.134 metri.
Il Pik Lenin è una vetta ricca di storia per l'alpinismo sovietico. Determinante per arrivare sulla cima sarà la predisposizione all'acclimatamento adeguato ad affrontare questa altezza senza ossigeno. Una montagna che si trova a nord e che divide l'ex Afganistan talebano dalle ex repubbliche sovietiche.
Per tentare l'impresa è prevista prima la salita per acclimatamento al Pik Razdenaya, montagna alta 6.210 metri. Bergamini, che negli ultimi anni si è distinto per aver salito varie vette di oltre 6.000 metri in Himalaya, nelle Ande e in Pamir, resterà in Asia per 22 giorni. «Ogni volta che parto l'emozione, la tensione e lo spirito d'avventura non cambiano – dice Bergamini, che ringrazia il gruppo Sofidel, dove lavora, che anche in questa occasione, con il marchio Regina, sponsorizza la spedizione – dopo aver montato il campo base a circa 3.600 metri affronterò la salita piazzando tre campi alti, l'ultimo a 6.100 metri, cercando di sfruttare al meglio le condizioni atmosferiche». Gli ultimi 1.000 metri di salita saranno interamente in cresta e sarà determinante resistere ai forti venti gelidi, che soffiano costantemente nella parte finale della scalata. «Fisicamente mi sento bene, mi sono allenato intensamente scalando molte montagne di oltre 4.000 metri sulle Alpi. Sento che sono pronto, arriverò al campo base del Pik Lenin ben acclimatato, e questo è molto positivo per la riuscita di questa ennesima affascinante esperienza».
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