Sicurezza
«Ero a 300 metri, ho fermato subito la gara»
Parla il commissario di percorso, già sentito dalla polizia: non capisco il fuoco, sono auto sicure
ILARIO DI BRANCOLI. Tornando a casa all’ora di pranzo si è buttato sul letto e sino a tarda sera ha evitato di parlare persino con i familiari. È profondamente scosso Amelio Filippo Torri, 61 anni, di Pian di Coreglia, il commissario di percorso sentito a sommarie informazioni dalla polizia stradale. È lui che ha lanciato l’Sos che di fatto ha sancito l’interruzione e la fine della corsa e ha fatto scattare i soccorsi. Era a 300 metri dalla curva maledetta quella costata la vita ai piloti della Peugeot 207 della scuderia Proracing srl di Livorno. Un amante del mondo dei motori che ne ha viste tante, ma che non riesce a trattenere l’emozione di fronte a questa tragedia che macchia una storica manifestazione come il rally Coppa Città di Lucca. «Lasciatemi stare. - dice al telefono con un filo di voce - Sono sconvolto, non riesco ancora a capacitarmi di cosa possa essere accaduto. Erano le 4,10 quando sono stato avvertito da un equipaggio e sono corso a vedere. C’erano le macchine di Fornaciari e Caldani ferme a poche decine di metri di distanza dall’auto già avvolta dalle fiamme e i piloti con gli estintori che cercavano di spegnere il rogo. Con il telefono ho chiamato la base urlando che fermassero le macchine in partenza da Vinchiana per la prova speciale e ho chiesto l’invio immediato dei soccorsi. È tutto così assurdo e terribile». Francesco Bettini aveva il numero 23 di gara e stava per effettuare la sua prova quando è stato fermato dal direttore di corsa: «L’incidente è avvenuto a tre chilometri e 800 metri dall’inizio della prova - dice il pilota, occhi lucidi e segnati dal dolore, che nella tarda mattinata è voluto andare a vedere il luogo della tragedia -in un tratto di strada che affrontiamo in prima o al massimo in seconda e quindi a velocità ridotta. Sull’asfalto non ci sono tracce di frenata, l’auto è andata dritta contro il muretto di contenimento alto non più di 60 centimetri che è venuto giù e si è infossata in una zona circoscritta profonda non più di 1 metro e 60 centimetri». «Sono rimasti bloccati all’interno con le portiere incastrate tra il terrapieno e la fossa di scolo dell’acqua.- racconta Antonio Lena, uno spettatore che ha visto le fiamme alzarsi dalla sua abitaziona a un chilometro dal luogo dell’incidente - Resta un mistero però la dinamica dell’incidente e soprattutto come sia possibile che auto all’avanguardia con i serbatoi distanti dal motore e dall’abitacolo possono andare a fuoco con tanta rapidità». (l.t.)
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