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Erano usciti illesi da un altro incidente

Erano usciti illesi da un altro incidente

Tre anni fa a Massa Catelani e Bertoneri sbatterono contro un muretto a una velocità di 130 all’ora

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LUCCA. Nel 2009 Valerio e Daniela, durante il Rally Città di Massa andarono a sbattere contro un muretto mentre erano in gara. Lei perse più volte conoscenza mentre si attendevano i soccorsi e fu ricoverata in ospedale per le fratture riportate: «In quell’occasione viaggiavano ad una velocità di 130/140 chilometri l’ora - dice Alessandro Bindi, pilota - e non si sono fatti praticamente niente. Qui, a velocità decisamente inferiore, hanno trovato la morte»..

Giuseppe Tricoli, navigatore di Fornaciari, il primno a fernarsi, è tra i fondatori dell’associazione “Flavio Guglielmini”, nata per onorare la memoria del navigatore di Marina di Pietrasanta morto tre anni fa mentre correva un rally in Bulgaria. «La nostra provincia - sottolinea Bindi - è la seconda in Italia per numero di abilitazioni rilasciate alla guida delle auto da rally». Lo stesso Bindi racconta di aver corso con la stessa macchina sulla quale hanno trovato la morte i suoi amici «appena nel febbraio scorso».

Valerio, raccontano gli amici che con lui hanno macinato chilometri, «non lasciava niente al caso». E Daniele «era determinata, decisa...Come si dice ancora da questa parti “portava i pantaloni”... Anche se era un navigatore fatto e finito aveva voluto partecipare ai corsi specifici che l’associazione intitolata a Guglielmini aveva promosso». Una “tosta”, insomma. E consapevole del proprio mestiere, come è facile capire dai filmati (camera-car) che in Rete la raccontano al fianco di Valerio, suo compagno anche nella vita fino a che la strada del sentimento non li aveva visti dividersi.

Subito dopo la coppia Trigoli-Fornaciari, sulla curva della morte si ferma anche un altro equipaggio, il numero 15.

Pochi minuti e sono i vigili del fuoco, con le mani tra i capelli, a confermare che di tragedia inimmaginabile si tratta. Sul percorso ci sono gli amici arrivati dalla Versilia, il grande “circo” del rally che proprio come al circo fa famiglia. C’è la madre di Daniela con la sorella della giovane donna. Poche, drammatiche righe del comunicato della Polizia stradale, bastano a raccontare lo strazio: la madre che si accascia vicino all’auto carbonizzata, i soccorritori che stendono, pietosi, i teli azzurri affinché alla donna sia risparmiato lo spettacolo all’interno. Per portarla via a fatica dovranno intervenire altri parenti, in uno strazio che non si può raccontare.

(d.f.)

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