Finanza
Niente soldi per pagare le imprese
Aziende uccise dal patto di stabilità. Comune e Provincia al loro fianco: «Protestiamo insieme a Montecitorio»
LUCCA. Comune e Provincia stanno dalla parte delle imprese edili in difficoltà, strangolate dal patto di stabilità che impedisce agli enti pubblici loro committenti di saldare i pagamenti delle opere realizzate. Lo dicono senza giri di parole sia il sindaco Alessandro Tambellini che il presidente della Provincia Stefano Baccelli.
La sofferenza del settore delle costruzioni è un fatto purtroppo ben noto, spiegano i le due poltrone più alte di Palazzo Orsetti e Palazzo Ducale. Ci vuole una mobilitazione complessiva: tutti insieme a rivendicare, anche sotto le finestre di Montecitorio, che il patto di stabilità venga depennato.
Baccelli è il più agguerrito. Lui, «la strategia imposta dal governo precedente per mostrare all’Europa che abbiamo varianti positive di bilancio, a costo di uccidere le aziende del settore» la chiama «patto di stupidità», e solo «per garbo lucchese» altrimenti la definizione sarebbe assai più pesante. Un escamotage «fatto apposta per bloccare i pagamenti i costringere gli enti ad aumentare le tasse per i diminuiti trasferimenti - tuona ancora Baccelli -. Sono quotidianamente a chiedere alle banche che ci diano la possibilità di fare crediti pro soluto alle aziende. Abbiamo soldi in cassa e non le possiamo pagare», continua.
Ci si mette poi la situazione attuale, con il costo del denaro che schizza a percentuali preoccupanti: una circostanza che fa venire meno anche le opportunità di credito agevolato a suo tempo pattuite da Palazzo Ducale con il sistema del credito. «Avevamo fatto una convenzione con Mps - annuncia rammaricato Baccelli - per il credito agevolato alle aziende con interessi al 2%. Ma adesso è una condizione non più sopportabile: le banche acquistano denaro sul mercato a interessi ben più alti, anche dell’8%. Come fanno a cederlo al due? E poi, perché le imprese debbono aprire prestiti se hanno soldi da riscuotere? Una situazione così è un delirio totale. Sono al fianco delle imprese. Dobbiamo chiedere tutti insieme l’abolizione del patto di stabilità. E se ci fosse da manifestare davanti Montecitorio, senza dubbio sarò insieme agli imprenditori».
La crisi delle aziende - denunciata ieri a gran voce dal presidente di Ance Lucca Renato Galli e da Stefano Varia del direttivo di Assindustria (circa duecento imprese sul lastrico, a rischio chiusura per via delle mancate riscossioni dagli enti locali, verso i quali vantano decine di milioni di euro di crediti) - impensierisce molto anche il sindaco Tambellini.
«Bisogna in tutti i modi - spiega il primo cittadino - cercare di pagare chi avanza cifre da riscuotere. Sto facendo di tutto per pagare le imprese. Ma bisogna anche capire fino dove riusciamo a pagare. La situazione delle imprese del comparto edile la conosco benissimo. Con tutti i limiti del caso mi sto impegnando a pagare i lavori. E mi rendo disponibile a incontrare i rappresentanti delle aziende».
Le imprese intanto, come annunciato da Galli, stanno organizzandosi per avviare cause legali nei confronti degli enti insolventi. E siccome per la maggior parte il comparto è fatto di piccole e medie imprese, non abituate a contenziosi, Ance offrirà loro anche un supporto per avviare le azioni legali.
Le imprese edili hanno fatto anche appello al prefetto, affinché le aiuti a sensibilizzare al problema sollevato sindaci, ragionerie e banche.
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