La manifestazione
Insegnanti di sostegno, ne mancano 65
Si annuncia un inizio di anno scolastico difficile per gli studenti disabili. La protesta dei Cobas
LUCCA. 556 cattedre assegnate agli insegnanti di sostegno (per lo più precari) per 1241 studenti certificati, di cui più di un terzo considerati gravi. Ecco la situazione che si presenterà a settembre per i ragazzi disabili della provincia di Lucca: l'organico attuale, infatti, è assai inferiore alle media minima stabilita per legge di un insegnante ogni due studenti. A denunciarlo sono i Cobas che delineano un inizio di scuola molto difficile, nonostante l'intensa mobilitazione dello scorso anno e nonostante le recenti prese di posizione delle associazioni di diversamente abili di tutta la Lucchesia.
«L'ufficio scolastico regionale – scrivono in un comunicato i Cobas della scuola – continua dritto per la sua strada e continua ad assegnare un contingente di insegnanti di sostegno sottodimensionato». Fand Lucca, Anffas Lucca e l'associazione “Il sogno” di Castelnuovo di Garfagnana, nelle settimane scorse avevano inviato una lettera alla dirigente dell'Ufficio scolastico regionale, Angela Palamone, per chiedere maggiori risorse per l'integrazione degli studenti diversabili e chiarezza nella distribuzione degli insegnanti di sostegno fra le varie realtà provinciali.
Ad oggi, però, la situazione sembra tutt'altro che positiva. In tutte le scuole, dall'infanzia alle superiori, mancano circa 65 cattedre, con punte notevoli alle scuole medie (24 cattedre in meno) e alle superiori (24,5 cattedre in meno). «Questo avviene in una situazione già al limite della sopportazione – scrive Sebastiano Ortu dei Cobas – nelle nostre scuole sono ormai assai frequenti le classi-pollaio con 27 e più studenti con due, tre e più studenti certificati. E questo avviene anche se il limite di legge è di uno studente disabile per classe, in aule con al massimo 20, 22 studenti. Come se non bastasse, poi, il ministero ha da poco istituito un corso per “riconvertire” come insegnanti di sostegno i docenti in esubero: il sostegno sta diventando una specie di discarica per il personale della scuola falcidiato da anni di tagli pesantissimi. Tale povertà di risorse, oltre che contraria alle leggi e al buonsenso, ricade sugli studenti e le loro famiglie, impedisce l'attivazione di qualsiasi valido progetto di integrazione, umilia la professionalità degli insegnanti, limita la pratica scolastica fondata sulla partecipazione e sull'inclusione».
Nadia Davini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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