Sicurezza
Le imprese edili sono al collasso faranno causa agli enti pubblici
Un terzo delle aziende lucchesi vanta 20 milioni di crediti verso le amministrazioni dello Stato Rischia di chiudere un quinto delle ditte rimaste del comparto. Ance vuole incontrare i sindaci
LUCCA. Diffideranno gli enti pubblici. Addirittura li porteranno in giudizio se continueranno a non pagare i lavori che hanno svolto per loro conto.
Le imprese edili sono sul piede di guerra. E la mobilitazione è forte, promossa niente meno che dal presidente di Ance Lucca Renato Galli. Perché - dopo una morìa già massiccia - il comparto edile rischia di essere ulteriormente messo in ginocchio. Il venti per cento di imprese, su scala provinciale, ha già chiuso i battenti, come spiega anche Stefano Varia, del consiglio direttivo di Assindustria Lucca. E un ulteriore venti per cento rischia di fare la stessa fine. «In provincia c’erano circa 1.100 imprese iscritte alla Cassa edile - dice Varia -. Adesso sono circa ottocento. Le imprese chiudono tutte. Non possono più lavorare senza riscuotere. Le amministrazioni dello Stato, a tutti i livelli, devono rispettare l’obbligo di saldare i lavori fatti entro trenta giorni dall’emissione del certificato di pagamento».
Fra le aziende in crisi per via dei mancati pagamenti dagli enti pubblici, molte sono di piccola dimensione. Per sostenerle nell’azione legale da intentare, Assindustria si mette a disposizione per il supporto organizzativo.
Da un’indagine condotta dagli uffici di Ance Lucca sui ritardati pagamenti, il dato emerso è impressionante: circa un terzo delle imprese edili associate ha accumulato circa venti milioni di euro nei confronti di enti locali, con punte di ritardo di oltre quattrocento giorni.
«È ora di dire basta - tuona Galli -. Il problema non può e non deve essere nostro: lo Stato si assuma la responsabilità dei danni economici e sociali che questa assurda regola del patto di stabilità sta creando, recependo subito la direttiva comunitaria che obbliga gli stati membri a pagare i propri fornitori entro sessanta giorni: una direttiva già recepita da Francia e Germania».
Per tutti questi motivi, continua Galli, «come Ance Lucca abbiamo chiesto a tutte le imprese iscritte che vantano crediti nei confronti di enti pubblici di diffidare le amministrazioni morose al pagamento delle somme spettanti. E, in mancanza di pagamenti, di intraprendere le azioni legali del caso, richiedendo gli specifici decreti ingiuntivi».
Non finisce qui. Ance è decisa ad andare fino in fondo. «Inoltre - aggiunge infatti Galli - vorremmo incontrare i sindaci, i dirigenti responsabili delle ragionerie e le banche del territorio per cercare urgentemente soluzioni efficaci. per fare questo abbiamo chiesto al prefetto di aiutarci a concretizzare questa iniziativa. perché il problema non è più di ordine economico: sta diventando un problema di ordine pubblico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
