Il Tirreno

Lucca

Finito l’incubo dei tir ora il marmo viaggia sulla ferrovia

di Michele Citarella
Finito l’incubo dei tir ora il marmo viaggia sulla ferrovia

Minucciano, inaugurato lo scalo costato oltre due milioni La stazione ha incrementato le strutture tecnologiche

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MINUCCIANO. Tutti d’accordo: «Lo scalo merci è un bene per le comunità di Garfagnana e Lunigiana». Una cerimonia in cui si è sentita forte la collaborazione tra enti ed era del tutto assente il campanilismo tipico delle varie frazioni di montagna. Lo scalo merci ferroviario nella stazione di Minucciano Pieve Casola - nella frazione di Pieve S. Lorenzo, l’ultima prima del confine con la Lunigiana e la provincia di Massa Carrara - è stato inaugurato ieri alla presenza di autorità locali e delle rappresentanze dei lavoratori.

Non è un caso che l’inaugurazione sia avvenuta di venerdì in pieno orario di lavoro e non di sabato: la volontà era di dare risalto al lavoro, soprattutto nel momento di crisi economica che l’Italia attraversa, con ripercussioni sul trasporto delle merci e delle persone.

Sono intervenuti all’inaugurazione il presidente della Provincia Stefano Baccelli, il sindaco di Minucciano Domenico Davini, Osvaldo Angeli (presidente della Provincia di Massa Carrara), Riccardo Ballerini (sindaco di Casola in Lunigiana), l’assessore regionale alla viabilità Luca Ceccobao, il presidente dell’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio Nicola Boggi, quello per i comuni della Garfagnana Mario Puppa, il direttore del compartimento toscano di Rete Ferroviaria Italiana Massimo Del Prete, Romano Schedoni (presidente Kerakoll) e Marco Scaltritti presidente di Minucciano Graniti.

Lo scalo è attivo da ottobre scorso, dopo l’intesa raggiunta il 15 luglio 2011 per trasferire dalla gomma alla rotaia il trasporto dei prodotti derivati dalla lavorazione del marmo, attività principale dell’economia dell’Alta Garfagnana, in particolare per Vagli e Minucciano, attraverso le cave di Gorfigliano e Orto di Donna.

L’inaugurazione è stata un momento ufficiale per sancire la fine di un incubo per le popolazioni dell’Alta Garfagnana, di Pieve San Lorenzo e della Lunigiana che prima dell’attivazione dello scalo vedevano 50 tir al giorno transitare sotto le finestre delle abitazioni e lungo le strade paesane, con danni all’asfalto e alle case e continui rumori. Da non trascurare danni di lungo periodo: le polveri di marmo disperse nell’aria sono un rischio per le malattie respiratorie.

La realizzazione è il frutto della sinergia tra gli enti coinvolti e la volontà di amministratori di aziende private e del gestore dell’Infrastruttura ferroviaria Rfi, intervenuta per adeguare la tratta interessata della linea Lucca – Aulla al trasporto di merci pesanti, potenziando i binari e rafforzando la tenuta di ponti e viadotti presenti lungo la linea.

La stazione di Minucciano ha mutato aspetto: se l’edificio della stazione ha mantenuto le caratteristiche di stazione paesana tipica della linea della Garfagnana, ha però aumentato il numero di binari di scalo e la loro tecnologia; sono state ampliate le strade di collegamento e oggi sono presenti cassoni, gru transtainer e uffici, che la renderanno viva e frequentata da tecnici e lavoratori del settore. Un progetto di eccellenza e tecnologicamente avanzato, realizzato in zone ritenute marginali come l’Alta Garfagnana, dove nuovi posti di lavoro possono nascere grazie all’attività estrattiva.

La spesa totale è stata di 2miliardi e 270milioni, tra Regione (970mila), Provincia di Lucca (550mila), Provincia di Massa Carrara (550mila), Comune di Minucciano (120mila), Comunità Montana Garfagnana (40mila), Comunità Montana Lunigiana (30mila), Comune di Casola in Lunigiana (10mila.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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