Il Tirreno

Lucca

Eurosak, ricorso respinto L’azienda resterà chiusa

di Nicola Nucci e Luca Tronchetti

La Corte d’Appello non è competente a decidere sull’immediata esecutività della sentenza che revoca il fallimento ed omologa il concordato preventivo

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PORCARI. La Corte d’Appello di Firenze rigetta il ricorso presentato dai legali della famiglia Colombini, i vecchi proprietari dell’azienda, sull’immediata esecutività della sentenza degli stessi giudici fiorentini che revocava il fallimento Eurosak e omologava il concordato preventivo. Per la Corte d’Appello quindi sull’immediata esecutività della sentenza deve decidere il giudice delle esecuzioni del tribunale di Lucca chiamato a dirimere gli «incidenti» esecutivi successivi alla sentenza. Una dichiarazione di incompetenza a decidere sulle controversie legate all’applicazione della sentenza. Adesso la decisione spetta al giudice Carmine Capozzi che discuterà il 7 settembre il reclamo presentato dai legali di Eurosak contro il decreto con il quale il giudice delegato Giacomo Lucente ha negato la restituzione dell’azienda. Soltanto dopo quella decisione la Corte d’Appello potrà pronunciarsi nel merito. Occorre anche sottolineare che la querelle giudiziaria su Eurosak non si concluderà in ogni caso il 7 settembre. Perché il giudice delegato e la curatrice fallimentare si sono opposti alla decisione della Corte d’Appello di revocare il fallimento e omologare il concordato preventivo e hanno presentato ricorso in Cassazione. E lo stesso ha fatto il Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai), l’azienda che si era opposta all’omologa del concordato vantando un credito privilegiato di oltre 8 milioni che Eurosak riteneva invece chirografario. E prima del 7 settembre - il 21 agosto - sempre il giudice Carmine Capozzi dovrà decidere sul ricorso presentato da Faggyt Colortec in relazione alla revoca dell’affittanza decisa dal giudice delegato.

Azienda chiusa. Al di là della battaglia giuridica in atto resta il dramma dei lavoratori Eurosak. L’azienda da alcuni giorni è chiusa con la cessazione dell’esercizio provvisorio e sino a fine agosto la produzione si fermerà e i macchinari resteranno spenti. Si prospetta un futuro nerissimo per i 56 dipendenti che hanno costituito un presidio accanto alla fabbrica. Il «no» degli operai a discutere - attraverso la delega alle organizzazioni sindacali - del piano industriale con la ditta Selene a cui il giudice aveva affidato l’affittanza rischia di pesare più di quanto i dipendenti potevano credere in un primo momento.

Disorientato. Il sindaco di Porcari, Alberto Baccini, è senza parole: «A questo punto - dice - di concerto con la Provincia studieremo nuove strategie per provare a salvare Eurosak e i suoi lavoratori ai quali va la nostra piena solidarietà». L’ex titolare dell’Eurosak, Alessandro Colombini, è depresso: «Per noi che abbiamo sperato di poter far continuare a vivere l’azienda è un duro colpo. Eurosak è chiusa e a settembre non sappiamo che margini ci potranno essere per una ripresa».

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