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Lucca

Meglio Massa-Carrara? Non tutti ne sono convinti

di Nadia Davini
Meglio Massa-Carrara? Non tutti ne sono convinti

Mentre si rafforza il fronte del presidente Baccelli che guarda alle Apuane, il sindaco e la deputata Mariani invitano a riflettere sulle varie opportunità

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LUCCA. Massa-Carrara o macro area costiera con Pisa e Livorno? La questione sull’accorpamento di Lucca ad altre province inizia a far discutere e dividere.Se da una parte il presidente Baccelli nei giorni scorsi ha lanciato il monito “o da soli o con Massa-Carrara” raccogliendo l’adesione del presidente di Confcommercio Cordoni, dall’altra c’è anche chi diffida della scelta. Posizioni diverse, ad esempio, si delineano all’interno dello stesso centrosinistra, con il senatore Andrea Marcucci schierato con il presidente della provincia, mentre la deputata Raffaella Mariani e il sindaco Alessandro Tambellini propongono riflessione, invitano a considerare varie opportunità e non si sbilanciano in una preferenza.

«Lucca e Massa-Carrara – scrive Marcucci – hanno territori e problematiche simili. La nascita di una nuova provincia con tali confini è la soluzione migliore per garantire l’amministrazione di funzioni essenziali per i cittadini, anche a seguito dei decreti di riordino. Basti pensare alle strade provinciali, al trasporto locale e all’ambiente. L’unione dei due enti appare quindi come la scelta più logica: una continuità geografica che consentedi pianificare interventi coordinati».

Ma è solo una questione geografica? Oppure ci sono ragioni politiche più forti? È innegabile il fatto che la possibilità di un accorpamento con Massa-Carrara, che può contare su un territorio più piccolo rispetto a Lucca, faccia gola: dal punto di vista strategico-organizzativo Lucca sarebbe protagonista e potrebbe giocare un ruolo di primo piano. Cosa che non accadrebbe nell’eventualità di una grande area tra Livorno, Pisa, Lucca e Massa-Carrara, dove il centro si sposterebbe sulla città universitaria.

«Da mesi si sta parlando di riorganizzazione o addirittura di soppressione delle province – spiega il suo punto di vista il sindaco – nonostante che provvedimenti del genere richiedano una modifica costituzionale, il tutto sembra avvenire in una forte, grande incertezza. Non sappiamo se e come le competenze oggi attribuite alle province saranno ridistribuite tra comuni e regioni. E vi sono questioni di assoluta rilevanza come la gestione delle scuole superiori, la sicurezza idraulica del territorio, lo sviluppo economico, come ricordava ieri Raffaella Mariani, ma aggiungerei anche i servizi all’industria, alle imprese e alle famiglie, come emerso durante l’inaugurazione del Polo urbano dell’innovazione. Ha fatto bene il presidente della Provincia ad aprire momenti di confronto, anche per il fatto molto suggestivo, e non solo, che il palazzo di piazza Napoleone non vada in altre mani se non quelle dei lucchesi. Scegliere in un modo piuttosto che in un altro non sarà indifferente per i territori coinvolti».

Se sia meglio Pisa e Livorno o Massa-Carrara il sindaco non si schiera, indicando però una linea di indirizzo generale. «Il nostro comune – conclude - ha la capacità di svolgere una funzione strategica su diversi servizi fondamentali per la società: trasporti, acqua, rifiuti, nel rapporto tra il nostro territorio con Pisa per l’aeroporto, sanità, turismo. La città di Lucca può e deve essere protagonista nella discussione per scegliere l’aggregazione migliore».

Su Massa-Carrara come soluzione migliore crede anche Giovanni Santini, coordinatore provinciale del Pdl, sottolineando comunque come prima sarebbe importante capire cosa succederà alle province e quale profilo istituzionale e strategico assumeranno. «Cesare diceva che è meglio essere primi in un villaggio della Gallia piuttosto che secondi a Roma», scherza ma non troppo il presidente della Camera di Commercio, Claudio Guerrieri. «E’ chiaro che in termini strettamente provinciali – spiega – per Lucca è più conveniente accorparsi con Massa-Carrara. Tuttavia bisogna metterci anche nell’ottica regionale e non è ancora chiaro quale ruolo potranno giocare le province nel futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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