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La “giacca lucchese” torna di moda e ne ha voluta una anche Mick Jagger
Era il capo di abbigliamento di lusso per la caccia delle famiglie nobili del secolo scorso. Un sarto rumeno di CastagnetoCarducci l’ha riscoperta e l’ha cucita per il jet set internazionale
Era un vanto dell’artigianato locale del secolo scorso. La “giacca lucchese”, un capo di vestiario per cacciatori e le cacciatrici della nobiltà e dell’alta aristocrazia, rubusto per il velluto di qualità con cui veniva prodotto e tipico per quel disegno davanti con due tasconi e la tasca posteriore per la selvaggina, è tornata a nuova vita. E, come allora, è la scelta preferita di chi va a caccia in riserve incontaminate o esibisce lo stile country nel tempo libero.
Il nuovo ed esclusivo successo della “giacca lucchese” lo si deve a un giovane sarto di origini rumene, Florin Cristea che ha la sua bottega a Castagneto Carducci. E a coloro, famosissimi, che ne hanno voluto un esemplare come Mick Jagger, Bryan Ferry, membri della famiglia reale inglese, Sarah Ferguson, i membri della famiglia della Gherardesca. La “giacca lucchese” anticamente era realizzata con un ordito in lino e una trama in cotone. Di colore marrone è una giacca da caccia con un particolare disegno delle tasche e cuciture che si rifanno all’architettura lucchese.
A ridare vita a questo importante e nobile capo di vestiario è stato Florin Cristea, fuggito in Italia ai tempi del dittatore Ceausescu e che arrivato a Castagneto Carducci 24 anni fa,rilevò la sartoria “Arte e Moda” dei fratelli Antonio e Giulio Morganti. La sua fama di grande sarto-stilista negli ultimi anni ha fatto il giro del mondo grazie ad articoli scritti da riviste come “Centurion”, il magazine della American Express, e “Vanity Fair” inglese o il magazine “Dove”.
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